Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 
 Cavatore: il racconto della riparazione

Cavatore: il racconto della riparazione

di Stas' Gawronski D. Chi è il protagonista principale del tuo libro? Che cosa cerca? Guarda e ascolta la risposta R. Il protagonista principale del mio libro è Lubo, uno zingaro nella Svizzera degli anni prima della guerra. Lubo cerca di vivere normalmente - con la sua famiglia, con i suoi figli. Per rimanere in territorio svizzero si adatta alle richieste che la Confederazione gli fa. A un certo punto il suo patto con la Svizzera si rompe perché un’opera umanitaria, che si chiama “Bambini della strada”, decide che i figli degli zingari devono essere salvati e protetti dai loro stessi genitori in quanto questi non sono adatti ad allevarli decentemente, in condizioni igieniche e morali sufficienti. Si decide che i loro bambini devono essere educati a diventare cittadini svizzeri. L’opera “Bambini della strada”, quindi, rapisce questi bambini ai genitori per mandarli a vivere presso centri religiosi o famiglie contadine che li metteranno a lavorare. Lubo subisce questa ingiustizia. In più la polizia gli uccide la moglie, la quale aveva reagito al sequestro dei figli aggredendo i poliziotti. È troppo. Bisogna pensare che per una persona come Lubo la famiglia è tutto perché non ha altro: non ha chiesa, non ha lavoro. Lubo cerca la vendetta e lo fa in un modo molto originale, su suggerimento di un sogno. Decide di inseminare donne svizzere per avere dei figli che continuino la sua razza – lui stesso la chiama razza – e superare così questa grave ingiustizia: la Svizzera gli ha preso due figli e lui ne farà duecento. Di sangue misto ma suoi. D. Alla base di questo libro c’è stata una tua esperienza personale con i nomadi? Guarda e ascolta la risposta R. Da ragazzo ho vissuto un’esperienza di solidarietà da parte di una famiglia nomade, una famiglia di giostrai. Da questo è nata la mia necessità di cercare di spiegare che cosa può accadere a un nomade che rimanga vittima di questa ingiustizia. D. Quindi il libro trova spunto dalla volontà di ripagare un debito… Guarda e ascolta la risposta R. Sì, è quasi un’offerta di risarcimento per la mia civiltà, che ha procurato tanti danni ai nomadi, i quali hanno tutto il diritto di essere rispettati. D. Nel libro sembra quasi che emergano due tipi umani diversi e contrapposti: una metafora su due differenti atteggiamenti di vita… Guarda e ascolta la risposta R. Sì. La nostra paura verso gli zingari è spesso dovuta al fatto che vi riconosciamo una certa superiorità. Da secoli il personaggio dello zingaro è “l’uomo libero”, il figlio del vento. Per alcuni questo si tramuta in una sorta di invidia: molti giovani, quando sono giovani, cercano di vivere in quel modo, ossia liberamente. In seguito all’invidia subentrano il disprezzo e la paura. La paura del diverso si trasforma ben presto in aggressività, ed è questo il problema.

Vedi le altre puntate

Tags

Condividi questo articolo