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Editoria ecosostenibile

140.000 km2 di foresta tropicale scompaiono ogni anno, un fenomeno strettamente connesso al mondo dell'editoria cartacea. L'iPad da una parte, la distruzione della foresta pluviale dall'altra, sono gli scenari di cui si dovrà tener conto nei prossimi anni sul fronte della sostenibilità nel mondo della stampa. Per ogni ettaro perduto di foresta la quantità di anidride carbonica liberata nell'atmosfera con conseguente aumento dell'effetto serraè esponenziale - per non parlare delle specie animali a rischio estinzione.

La nostra industria cartaria utilizza di preferenza cellulosa vergine a fibra lunga che proviene dall'abbattimento di alberi millenari a crescita lenta. Questa risorsa, essendo considerata la più economica e adatta per carte sottili e resistenti, rappresenta attualmente il maggior ostacolo allo sviluppo del riciclaggio.

Stando alle stime di Greenpeace, solo pochi editori italianiutilizzano carta riciclata e nessunocertificata FSC (Forest Stewardship Council, associazione italiana del marchio che identifica legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta). A fronte di questi dati Greenpeace chiede agli editori di non utilizzare più cartaproveniente dalla distruzione delle foreste primarie e lancia il progetto “Carta amica delle foreste”, in cui si esortano gli editori ad adottare politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero.

Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia, intervistata per Cultbook Factory da Florinda Fiamma, spiega i dettagli della campagna.