Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Francis Scott Fitzgerald con Tommaso Pincio

Fitzgerald non era un rivoluzionario, ma ha anticipato la voglia di sognare tipica di una generazione che voleva restare per sempre giovane”. Così lo scrittore e traduttore Tommaso Pincio, in una puntata di Storie della Letteratura dedicata a Francis Scott Fitzgerald, riassume l’eredità culturale che lo scrittore ha lasciato alle generazioni future.

Luci e ombre di un’opera che ha aperto e contrassegnato la mitica età del jazz: secondo Pincio al centro della scrittura (e dell’esistenza) di Fitzgerald c’è il motivo del fallimento. “La sua più grande opera, il romanzo per cui tutti lo ricordano, Il Grande Gatsby, è in fondo la storia di un grande fallimento. Nel mondo di Fitzgerald, nonostante il sogno sia all’orizzonte, c’è sempre il pericolo dell’insuccesso che incombe.”

Pincio analizza il rapporto tra Francis Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, più giovane di lui di qualche anno. I due si conoscono a Parigi negli anni venti e sono per molti versi uno l’opposto dell’altro, fragile fisicamente e moralmente il primo, avventuroso e spaccone il secondo. Hemingway disapprova la dipendenza di Fitzgerald dalla moglie Zelda (emancipata e capricciosa, perfetta rappresentante delle flapper, le donne che rifuggono dal modello dell’angelo del focolare), e critica la sua ammirazione per il mondo dei ricchi, ma ne riconosce la grandezza letteraria. Lo presenta a Gertrude Stein, che lo accoglie nella sua cerchia e lo prende sotto la sua ala protettiva.

Un altro aspetto importante dell’attività di Fitzgerald è legato al mondo del cinema. Pincio rileva che “non si trattò di un incontro felice. Fitzgerald ha lavorato come sceneggiatore, ma vanta uno dei record più negativi: solo una delle sue battute fu usata in un film.” Nessuno dei capolavori di Fitzgerald ha avuto un’adeguata trasposizione cinematografica, ma sono molti i film influenzati dalle atmosfere e dal pensiero di questo scrittore.

Come molti artisti legati al mito della giovinezza, Fitzgerald non è mai diventato un uomo maturo. Come disse Hemingway, Fitzgerald si trovò a passare dall’infanzia alla senilità”: questa la conclusione di Tommaso Pincio sulla tragica parabola esistenziale dello scrittore americano.

 

 

Francis Scott Fitzgerald nasce a Saint Paul nel Minnesota il 24 settembre 1896. Il suo primo romanzo, This Side of Paradise (Di qua dal paradiso) esce nel 1920 e lo rende ricco e famoso.

Suoi racconti escono sulle riviste “Saturday Evening Post” e “Scribner's” (la raccolta più famosa è Racconti dell’età del jazz). Con la moglie Zelda si trasferisce in Francia, dove frequenta l'ambiente letterario e mondano. I due passano a Long Island, dove organizzano feste favolose: è il mondo descritto in The Great Gatsby, 1925 (Il Grande Gatsby).

Lavora al romanzo Tender is the Night, 1934 (Tenera è la notte). I primi sintomi dello squilibrio psichico di Zelda e il disinteresse del pubblico per il suo lavoro lo spingono a sprofondare nell'alcool.

Nel 1936 “Esquire” pubblica il suo The Crack-Up, espressione del naufragio di tutta una generazione. Malato e disperato, si ritira nel 1937 a Hollywood a scrivere copioni. Qui muore per un attacco cardiaco il 21 dicembre 1940, lasciando incompiuto The Last Tycoon (Gli ultimi fuochi).

Storie della Letteratura è un programma di Isabella Donfrancesco e di Alessandra Urbani, produttore esecutivo Annalisa Proietti,regia Laura Vitali