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 Intervista a Rosaria Punzi, editore Lapis

Intervista a Rosaria Punzi, editore Lapis

di Alfredo Radiconcini D: Quando e come sono nate le Edizioni Lapis? Qual era il vostro progetto iniziale, entrando nel campo dell’editoria per l’infanzia? R: L’avventura Lapis comincia alla fine del 1996 quando due amiche provenienti da mondi scientifici diversi (la ricerca scientifica, l’archeologia) decidono di creare un progetto comune per bambini: una guida di Roma antica. Nasce così un po’ per caso e per inesperienza, un libro (“I bambini alla scoperta di Roma antica”) che avrà un grandissimo (e inaspettato) successo (ad oggi circa 200.000 copie vendute, tradotto in 4 lingue) e che consentirà ad una scommessa di diventare una realtà editoriale. Il progetto iniziale non aveva nulla a che fare con il mondo dell’editoria che allora non conoscevamo per nulla. D: Le vostre edizioni sono caratterizzate da alcune collane dalla forte impronta culturale, come “Arte tra le mani”, che ha l’intento di far avvicinare giocando i ragazzi all’arte, e “Ah saperlo!”, dedicata alle scoperte scientifiche. Non mancano però le serie di narrativa, come quella incentrata sul personaggio di Philippe Gratin. Come si è evoluto, cambiando nel corso del tempo, il vostro lavoro? R: La guida di Roma si è trasformata in una collana “I bambini alla scoperta di …” che oggi comprende 15 titoli. Nel 1998 abbiamo iniziato a lavorare per una nuova collana: “Arte tra le mani”, di libri-attivi che attraverso l’osservazione, il gioco la sperimentazione dei concetti, stimolano l’avvicinamento all’arte moderna e contemporanea nonché la sperimentazione artistica attraverso suggerimenti laboratoriali. Successivamente ci siamo dedicati ad un altro progetto: la divulgazione scientifica con la creazione della collana “Ah Saperlo!”. Disegni umoristici, interviste immaginarie con i protagonisti del mondo scientifico che, accompagnati da un testo semplice ma rigoroso, promuovono la divulgazione di argomento scientifico adatta ai ragazzi e alle loro curiosità. La scelta di intraprendere una strada fino ad allora quasi sempre evitata dall’editoria italiana per ragazzi (quasi tutti i testi del settore sono stranieri importati in Italia) è stata ampiamente premiata dalle vendite e ha riscosso un notevolissimo successo tra gli editori stranieri (oggi sono tradotti in 10 paesi). Il successo di queste collane ci ha dato la spinta ad aprirci ad altri campi: gli albi illustrati e la narrazione. Gli albi illustrati della Lapis, divisi nelle due collane: “i Lapislazzuli” e i “Due x Due”, sono libri che vogliono affrontare con leggerezza temi anche molto importanti nella vita di ogni bambino. Caratteristiche comuni il linguaggio semplice e poetico e illustrazioni particolarmente ricercate, che sappiano offrire un piano parallelo di lettura del testo. A queste due serie di illustrati di tipo classico sono seguiti i “Senza parole”, nei quali invece delle parole parlano le illustrazioni. Questa collana nonostante le iniziali perplessità del mercato italiano quasi “analfabeta” delle illustrazioni, sta riscuotendo un buon successo – dopo quello della critica e delle istituzioni che si occupano di promozione della lettura nella primissima infanzia - anche tra il pubblico. D: Un discorso a parte merita la collana di guide turistiche (che sembra essere forse quella per cui maggiormente siete conosciuti) "I bambini alla scoperta di…" di cui sempre voi avete fatto anche delle traduzioni in lingua straniera: come nasce e come cresce l’idea di una collana di successo? R: Questa collana nel tempo è diventata lo “zoccolo duro” dell’attività editoriale: essendo presente sia nelle librerie che nei bookshop dei musei riesce a raggiungere un pubblico molto ampio e dà a una casa editrice piccola una grandissima visibilità. Come mi ha detto tempo fa Roberto Denti (scrittore, libraio, esperto e riferimento di tutti coloro che in Italia si occupano di editoria per l’infanzia) il best-seller anzi in questi casi un long-seller non nasce quasi mai a tavolino ma dal “fiuto”, dall’istinto”. Per me nasce dal fare con passione quello che mi piace e so fare (o ho imparato a fare) con competenza e molta umiltà, confrontandomi quotidianamente con i miei collaboratori interni e con i tantissimi interlocutori esterni: librai, insegnanti, bibliotecari e ovviamente bambini e ragazzi. Per le guide gli ingredienti sono semplici (in apparenza) il linguaggio scelto deve essere alla portata del bambino, la struttura verbale, il vocabolario e l’organizzazione tematica tutto deve essere pensato per il piccolo turista che deve poter accedere alle informazioni con facilità e semplicità; questo però tenendo sempre fede alla scientificità delle informazioni che si forniscono. La nostra scommessa è proprio questa: creare prodotti che piacciano ai più piccoli ma che siano condivisi nella sostanza delle informazioni anche dagli studiosi. Per quanto riguarda le illustrazioni, i giochi, l’uso del colore studiato come riferimento topografico, direi che svolgono quel ruolo ludico indispensabile affinché l’attenzione e la curiosità del bambino resti sempre desta e il piccolo lettore si senta protagonista attivo e coinvolto rispetto a ciò che vede e ciò che impara. D: Tempo fa la piccola editoria si è lamentata del fatto che il tempo medio di permanenza dei libri in libreria si era ristretto a sei-sette settimane, rendendo il contatto col pubblico e col mercato sempre più difficile. Quanti libri pubblicate l’anno? Come vi difendete dalle insidie del mercato? R: Nell’ultimo anno (2006) la produzione ha raggiunto i 24 titoli usciti ma nel 2007 ne abbiamo in programma altrettanti come novità e una decina tra ristampe e riproposte. Nonostante il trend delle librerie sia quello di lavorare soprattutto sulle novità, non credo che sia una buona politica per un piccolo editore che deve comunque tener vivo il suo catalogo e rinnovarlo tenendo ferma la sua identità. In questo siamo molto aiutati dalle librerie specializzate e dalle biblioteche che dopo anni dall’uscita di un libro (cosa che raramente avviene per l’editoria per adulti) continuano a proporre e lavorare bene su titoli che amano e che piacciono ai bambini. D: La pubblicazione presso di voi dell’edizione italiana del volume di Thierry Lenain e Olivier Tallec “Bisognerà” (libro dell’anno 2006, vincitore del Super Premio Andersen), ci ricorda che nelle edizioni per ragazzi si verifica in genere un’integrazione fra Autore, Editore ed Illustratore, che in questo settore ha un ruolo assai rilevante: come funziona questo triangolo nei libri fatti da voi? R: Questa domanda racchiude un po’ l’essenza del fare l’editore per ragazzi, almeno nella mia quotidiana esperienza. Farò l’esempio di un libro che sta dandomi molte soddisfazioni “Pronta per la scuola”. Il testo di Zeynep Gusler (un’autrice turca che lavora a Berkeley) mi è arrivato via e-mail: era fresco, leggero, ironico e vicino al mondo infantile; ho cercato una mano di illustratore che potesse affiancarsi bene... alla fine dopo qualche mese di stasi sono incappata in un book mandato anch’esso via e-mail di un’illustratrice svizzera (Ursula Bucher) che mi è sembrato perfetto. Studiato insieme il personaggio della Camilla protagonista del libro ho lavorato sulla scansione del testo e il ritmo illustrazione/scritto e ne è venuto fuori un libro dove in ogni pagina se ne affianca una che si apre con una grande illustrazione a sorpresa. È un libro nato sulla “rete” da una collaborazione che fino a qualche decennio fa non sarebbe stato possibile attivare, ma insieme è un libro “antico” nel senso che si è sviluppato in un lavoro di creatività e di èquipe che ha molto dell’editoria artigianale lontana dai ritmi di uscita e dal gusto imposto dal mercato. D: Sfogliando in libreria albi illustrati come quello di Lenain e Tallec, viene da domandarsi se i destinatari dei libri per l’infanzia siano gli adulti oltre che i bambini. R: Io credo che il bel libro illustrato possa e debba parlare a tutti. Il successo di “Bisognerà” arrivato in un anno alla terza edizione lo conferma. Ma d’altra parte quanto del successo di Harry Potter è dovuto ai lettori adulti che lo hanno divorato? D: È divertente fare il mestiere di editore di libri per ragazzi? R: Direi di più: è appassionante.

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