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Quello che ho imparato: Gianni Riotta, una vita in un romanzo

Un romanzo-saggio sugli incontri più importanti, sulle esperienze più profonde e sulle persone più importanti di una esistenza intera: questo è l'obiettivo che fa da filo conduttore a Le cose che ho imparato, l'ultima fatica letteraria di Gianni Riotta. Un percorso fra autobiografia e critica attraverso i ricordi di una vita straordinaria, che il giornalista rievoca per noi davanti alle telecamere di Cult Book. Con uno pensiero speciale anche agli scrittori che maggiormente lo hanno influenzato: fra questi, citaVasilij Grossman, scrittore russo autore di Vita e destino, che Riotta considera il romanzo nodale del Novecento.

Giornalista di fama, Gianni Riotta esordisce giovanissimo come corrispondente de “Il Manifesto” e collaborando per le pagine culturali de il “Giornale di Sicilia”. Passa quindi a “La Stampa” e, successivamente, al “Corriere della Sera”, di cui diventa corrispondente da New York. Dagli Stati Uniti lavora anche per “La Stampa” e “L’Espresso”. Inoltre ha collaborato con il “New York Times”, il “Washington Post”, le “Monde” ed il “Foreign Policy”. Mentor alla Columbia University, ha insegnato Comunicazione all’Università di Bologna e Tecniche di scrittura alla Princeton University. Assume nel 2006 la direzione del TG 1, istituendo, tra l’altro, la rubrica “Libro dell’anno di TG 1 Benjamin”, assegnato con il voto dei telespettatori e che per la prima edizione (2008) è andato a Roberto Saviano per “Gomorra”. Nel marzo del 2009 prende la direzione de “Il Sole 24 Ore”, dove imposta una nuova linea editoriale più generalista e meno orientata all’informazione di settore. Per tensioni all’interno della redazione lascia il giornale e dal 2011 insegna alla Luiss School of Government.

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