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Addio a Livio Garzanti

La notte tra giovedì  12 e venerdì 13 febbraio è morto Livio Garzanti. Aveva 93 anni, era figlio di Aldo, fondatore della casa editrice che porta il nome di famiglia. E' stato direttore della rivista culturale 'L'Illustrazione Italiana', scrittore, e dal '52 ha preso la guida della casa editrice

“Compito dell’editore - dice Livio Garzanti nella preziosa intervista fatta da Antonio Debenedetti che qui vi riproponiamo - è far conoscere, oltre ai libri nuovi, anche opere letterarie che dovrebbero essere più presenti nella nostra civiltà”. Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo è, secondo l’editore, un libro molto importante per la civiltà italiana perché in esso si raccontano tanti capitoli significativi della nostra storia. È inoltre straordinario, sempre secondo Garzanti, quel rapporto tra arte e vita vissuta che l’autore riesce a creare scrivendo per riflettere su se stesso e su ciò che avviene intorno a lui negli anni di grande fermento intellettuale e politico in cui l’Italia si accinge ad unificarsi. Nievo scrisse il voluminoso romanzo in pochissimi mesi, prima di partire per la Sicilia con le “giubbe rosse” di Garibaldi. Durante la campagna di unificazione italiana, nella quale ebbe modo di distinguersi e di ottenere la viceintendenza generale della spedizione, morì naufrago. Lo scritto venne dunque pubblicato postumo, nel 1867, senza che l’autore avesse modo di riesaminarlo. Nelle Confessioni Garzanti ravvisa la stessa “festa della vita autentica” che anche autori come Beppe Fenoglio e Pier Paolo Pasolini hanno saputo esprimere attraverso le loro opere nel dopoguerra, proprio perché, come Nievo, hanno preso parte attivamente alla storia di cui scrivono.

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