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Alessandro Mazzarelli: L`uomo in blu è un libro sul potere

Notevole l’esordio al romanzo di Alessandro Mazzarelli, che con L’uomo in blu (Elliot) racconta i retroscena, i successi, i fallimenti, “i cavalier, l’arme e gli amori” di un grande partito politico italiano, visti con gli occhi di un addetto ai lavori più delicati: la comunicazione, la stesura dei discorsi, la diplomazia interna, il tutto al ritmo sempre più serrato di una campagna elettorale all’ultimo voto.

 

Abbiamo incontrato Alessandro Mazzarelli a Roma durante il festival Libri Come, e con lui abbiamo parlato dello sviluppo del personaggio principale e voce narrante del romanzo, Valerio, e di come da un esordio fiducioso e ottimista, una volta entrato nelle maglie del potere, ne subirà un profondo condizionamento etico. Mazzarelli ci ha poi parlato della scelta di raccontare questa storia sospendendo ogni tipo di giudizio morale e di paternalismo nei confronti dei suoi protagonisti e del loro approccio al potere, e del lavoro sul linguaggio: asciutto e calibratissimo.

 

Quel piccolo successo era merito nostro, anche se fuori non si poteva dire, anche se nessuno conosceva i nostri nomi, né le nostre facce, perché la vita dell’uomo di staff è questa, mai apparire, mai essere ripreso dalle telecamere, nemmeno per sbaglio, restare nell’ombra, un’ombra che è quasi buio, perché è solo così che si può fare al meglio questo mestiere. L’uomo di staff che cede alla tentazione della luce delle telecamere è bruciato, finito, come una lumaca senza guscio” – Alessandro Mazzarelli, L’uomo in blu (Elliot)

 

 

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