Magrelli e il gioco del calcio

Valerio Magrelli, poeta, scrittore e critico letterario, è anche un esperto di letteratura francese. Esordisce a ventitré anni con il libro di poesie “Ora serrata retinae”, volume che riportava la prefazione di Enzo Siciliano. Nel 1984, con la collaborazione del pittore Gian Ruggero Manzoni, cura la sezione “Poesia” della XLI Biennale di Venezia. Pubblica molte raccolte poetiche, tra cui “Nature e venature (1987)”, “Didascalie per la lettura di un giornale (1999)”, “Nel condominio di carne (2003)”, “Disturbi del sistema binario (2006)”, “La vicevita. Treni e viaggio in treno (2009)”. Tra i suoi lavori critici segnaliamo: “Profilo del Dada (1990)” e la monografia “La casa del pensiero. Introduzione all’opera di Joseph Joubert (1995)”. Per i saggi occorre menzionare “Vedersi vedersi: modelli e circuiti visivi nell’opera di Paul Valéry (2002), “Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (2010)” e “Magica e velenosa. Roma nel racconto degli scrittori stranieri (2010)”. Ha curato inoltre diverse traduzioni da Paul Valéry, Stéphane Mallarmé, Paul Verlaine e Claude Debussy.

 

Nell’intervista Valerio Magrelli, appassionato di pallone e lui stesso calciatore dilettante, ci racconta “Addio al calcio. Novanta racconti da un minuto”, opera in prosa poetica sull’universo dello sport forse più amato e seguito. Nel libro storie si succedono a storie, in un crescendo di argomenti, ricordi ed aneddoti: si passa dalle imprese dei più grandi campioni al racconto della partitella tra amici con un testo suggestivo e dal ritmo incalzante.

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