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Antoniazzi: il fiabesco e la crossmedialità

Dopo Labirinti elettronici, con Contaminazioni, Letteratura per ragazzi e crossmedialità, Anna Antoniazzi torna a mettere al centro della sua analisi il passaggio di temi e personaggi della tradizione narrativa nei nuovi media, individuando altre forme di contaminazione e di ibridazione. Nell’intervista siamo partiti dalla definizione di letteratura per l’infanzia come disciplina di confine, che abbraccia molti linguaggi. Per quanto riguarda la crossmedialità (secondo la definizione di Max Giovanoli, riportata in Contaminazioni, la “forma espressiva di un nuovo modo di raccontare, fondato su idee e storie capaci di segnare spazi di affinità determinanti tra i diversi mezzi di comunicazione”) Antoniazzi distingue tra crossmedialità specifica che parte da un determinato soggetto (di cui sono un esempio i Pokemon, che passano dal cartoon, ai fumetti, ai videogame, ai giochi di ruolo, ai film animati e ai gadget) e crossmedialità tematica, in cui uno stesso tema viene approfondito attraverso vari mezzi di comunicazione. Da sempre c’è un contatto molto stretto tra la multimedialità e il fiabesco: già il cinema muto ha attinto alla fiaba e alla letteratura per ragazzi. Il fatto è che i personaggi di fiaba rappresentano un mondo, sono metafore sempre valide di aspetti dell’umanità.  E’ interessante notare l’evoluzione delle icone femminili dalle fiabe tradizionali ai videogiochi: il loro ruolo cambia, assumendo una valenza da protagoniste. Il film Avatar di James Cameron, secondo Antoniazzi, è un indispensabile riferimento per la comprensione dell’immaginario contemporaneo, così come lo sono stati Blade Runner negli anni Ottanta e Matrix alla fine degli anni Novanta. Il protagonista di Avatar si addormenta per svegliarsi in un’altra realtà così come faceva la Bella Addormentata. Ogni medium ha un modo particolare di osservare l’oggetto di cui si occupa: Antoniazzi fa l’esempio del personaggio di Peter Pan che nasce in teatro, passa nella letteratura, e poi diventa sempre più complesso: Spielberg lo fa addirittura diventare adulto. La crossmedialità non è nemica della tradizione ma può essere vista come un suo valido alleato.   

Anna Antoniazzi è dottore di ricerca in Pedagogia e assegnista presso la cattedra di letteratura per l’infanzia all’Università di Bologna. Studiosa del rapporto narrativo e immaginativo che lega il libro agli altri media, è autrice di saggi in volumi collettivi e di alcune voci dell'Enciclopedia dei ragazzi edita da Treccani. Collabora a riviste specializzate, tra cui Infanzia e Liber. Ha scritto: Romagna incantata. Un viaggio straordinario nelle fiabe e nelle leggende romagnole (Cesena 2003); Romagna notturna. Fantasmi, spiriti e apparizioni tra fiaba, leggenda e storia (Cesena 2011); Labirinti elettronici. Letteratura per l'infanzia e videogame (Milano, 2007); Nella stanza dei bambini. Tra letteratura per l'infanzia e psicoanalisi (Bologna 2009). 

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