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Aspettando il Premio Strega 2013

Tra i candidati al Premio Strega 2013 ci sono due giovani scrittori e un big della letteratura italiana. Sono Paolo Cognetti con il suo Sofia si veste sempre di nero (minimumfax), un personaggio che ha tutto il fascino degli anticonformisti; Matteo Marchesini con Atti mancati (Voland), un romanzo in cui la metafora fondamentale è l'omissione; e infine Walter Siti che, con Resistere non serve a niente (Rizzoli), racconta dell'onnipotenza dei soldi e ci spiega il significato di questo titolo: «Resistere non serve a niente quando cerchiamo di risalire una china, mentre ormai tutto l'apparato sta andando in un'altra direzione. Se io cerco di risalire una scala mobile che sta scendendo e la scala mobile scende più veloce di come io cammino, starò sempre fermo nello stesso punto».

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, li ha incontrati per noi Florinda Fiamma di Cult Book Factory, e ha chiesto loro di parlare dei loro romanzi e di cosa si aspettano dal premio letterario più atteso e discusso in Italia. Marchesini confessa«Non sono esperto delle dinamiche dei premi, e forse è anche buffo che io ci sia, perché sono critico nei confronti della meditatizzazione della letteratura, e se c'è un premio che è mediatico e mondano è lo Strega. Ma sono contento se questo può far arrivare il libro a più persone». Per Cognetti, visto che «la vita dei libri è sfortunatamente molto breve, un premio aiuta, perché allunga loro la vita. I riconoscimenti ti lasciano sempre con l'idea che è bello che qualcuno ti dice che sei bravo, ma devi mantenere la tua capacità autocritica».

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