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Beatrice Masini e la scrittrice che non amava i bambini

Beatrice Masini, esperta di letteratura per l’infanzia, traduttrice di libri per ragazzi (tra l’altro Harry Potter), giornalista, ambienta il suo romanzo I nomi che diamo alle cose all’ombra di una scrittrice per bambini che i bambini non li sopportava proprio, a partire dal suo. Irene Bandini ha vissuto isolata in una grande villa vicino al Lago di Garda. Al figlio Gregorio non lascia neppure tutta la sua eredità; la piccola casa d’ingresso, che il giovane avrebbe volentieri restaurato e abitato, l’assegna nel testamento ad Anna, una editor che conosceva appena. Il romanzo (uscito da Bompiani) racconta il trasloco di Anna da Milano in campagna e i suoi rapporti con gli abitanti del luogo (un muratore premuroso e colto, l’ex dama di compagnia della scrittrice, un produttore di vini, una famiglia di olandesi un po’ hippy, una specie di fascinoso sceicco). Un libro che è anche una riflessione sullo scrivere e sullo scrivere per bambini, al di fuori di ogni semplificazione e idealizzazione.

Beatrice Masini è nata a Milano nel 1962. 

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