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Benny Lindelauf: una casa, una famiglia, un mistero

Nove braccia spalancate dell’olandese Benny Lindelauf, tradotto da Anna Patrucco Becchi per San Paolo, racconta di una famiglia numerosa e atipica (padre sempre a caccia di un nuovo lavoro, sette figli e una nonna), in un paesino vicino Maastricht alla fine degli anni trenta. Nella storia, raccontata in prima persona da Fing che ha undici anni, le sorelle hanno un ruolo molto importante: l’estroversa Muulke e la fragile Jes, che ha una vertebra spostata e deve portare un busto, sono per la protagonista due inseparabile compagne di avventura. Tutto ruota intorno a una vecchia casa piena di crepe che le ragazze chiamano Nove braccia spalancate da quando la misurano mettendosi tutti a braccia aperte. Scopriremo che in quella casa aveva abitato una coppia dall’amore contrastato (si erano conosciuti da ragazzi, lei era una nomade, si erano innamorati, si erano ritrovati passati i cinquant’anni). Su tutti i personaggi domina quello della nonna con l’occhio storto che si prende cura dei nipoti dalla morte di sua figlia (stroncata dal suo “cuore di burro”). Un libro ricco di temi, personaggi e atmosfere che ricorda i grandi classici dell’infanzia.

Benny Lindelauf è nato nel 1964 a Sittard, nei Paesi Bassi, ed è un autore di romanzi e opere teatrali per ragazzi. È diventato scrittore grazie alle storie affascinanti che sua nonna Dien – come la nonna Mei del romanzo – gli ha raccontato da bambino. Nove braccia spalancate è stato tradotto in molte lingue; il suo seguito, già uscito in Olanda, verrà pubblicato in italiano nel 2018.

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