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Bruno Ballardini, Lo Zen e l`arte di aprire una porta aperta

 Bruno Ballardini, Lo Zen e l`arte di aprire una porta aperta

“Quello in cui viviamo e che ci siamo costruiti intorno non è il nostro mondo, è un’illusione dettata dall’abitudine, dal nostro Ego, dalla nostra malattia”, così Bruno Ballardini in Lo zen e l’arte di aprire una porta aperta edito da Piemme. Ballardini parte dalla constatazione che abbiamo perso i riti di passaggio e poi gli stessi passaggi: siamo sospesi in un’eterna condizione infantile. Il libro descrive il percorso verso la Retta Visione. Il primo passo consiste nell’abbandonare l’attitudine giudicante, nel fare piazza pulita delle nostre certezze (“l’unica rivoluzione possibile per cambiare il mondo è cambiare il nostro modo di guardarlo”). Restiamo ancorati al passato e ci proiettiamo verso il futuro: quello che non riusciamo proprio a vedere è il presente, è di questo che dovremmo avere nostalgia. Cosa possiamo fare per accostarci alla Retta Visione? Sviluppare la compassione; prendere i problemi come nostri maestri; vivere con il giusto, sbarazzandoci del superfluo; praticare il silenzio o comunque un’estrema parsimonia di parole; considerare le cose in funzione del bene comune; trasformare qualunque gesto quotidiano in spunto di meditazione. Un libro pieno di paradossi illuminanti, a partire da quello contenuto nel titolo: sembra facile aprire una porta aperta ma se quella porta non la vediamo resteremo sempre al di qua della soglia.

Bruno Ballardini è nato a Venezia nel 1954. Ha lavorato per grandi multinazionali della pubblicità - BBDO, Saatchi & Saatchi, Young & Rubicam - firmando campagne per le imprese del largo consumo. Già docente di Tecniche della Comunicazione Pubblicitaria e di Giornalismo all'Università di Roma La Sapienza, collabora con Il Sole 24Ore, il Fatto Quotidiano e Linus. Tra i suoi libri: La morte della pubblicità (Castelvecchi, 1994); Manuale di disinformazione (Castelvecchi, 1995); Gesù lava più bianco. Ovvero come la Chiesa inventò il marketing (Minimum fax, 2000) e Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non vende più (Piemme, 2011).

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