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Calligarich: l’epopea cialtronesca di Quattro uomini in fuga

Quattro uomini in fuga è il nuovo romanzo dello scrittore Gianfranco Calligarich pubblicato da Bompiani, e racconta le rocambolesche avventure di quattro amici che, decisi ad abbandonare per sempre la vita monotona del paesino padano in cui sono cresciuti, rapiscono un pregiatissimo toro da monta sperando di ottenere un cospicuo riscatto. Ma questo è solo l’inizio, perché una volta fallita miseramente questa assurda impresa (primo di una lunga serie di fallimenti dai quali però i Quattro non si lasceranno mai scoraggiare), partono alla volta della Capitale e aprono un teatro off in un rudere fatiscente al centro di Roma.

Tra aspirazioni vanagloriose e amori impossibili, con un registro che alterna sapientemente malinconia e umorismo letterario, Quattro uomini in fuga è una storia corale, piena di personaggi indimenticabili e di situazioni al limite del grottesco, scritta con lo stile ormai inconfondibile di Calligarich, la cui alchimia consiste nel riuscire a regalare al lettore, pur stravolgendo la struttura classica del costrutto sintattico, una lettura fluidissima e decisamente avvincente.

 

Con Gianfranco Calligarich, che abbiamo incontrato a Roma durante il festival Libri Come, in questa intervista abbiamo parlato dei temi e dei personaggi del romanzo, e di come è nata in lui, che ha un’esperienza decennale proprio alla direzione di un teatro romano, l’idea di raccontare questa storia.

 

Gianfranco Calligarich, nato ad Asmara da una famiglia cosmopolita di origine triestina, è cresciuto a Milano per poi trasferirsi a Roma dove ha lavorato come giornalista e sceneggiatore. Ha firmato per la Rai numerosi sceneggiati di successo tra cui Storia di Anna, La casa rossa, Tre anni, Il colpo e Piccolo mondo antico. Nel 1994 ha fondato a Roma il Teatro XX Secolo. I suoi testi teatrali Grandi balene e Solo per la tua bocca hanno vinto il Premio Istituto del Dramma Italiano e il Premio Antonelli Castilenti. Ha pubblicato i romanzi L’ultima estate in città, Premio Inedito e caso editoriale (Garzanti 1973, Aragno 2010, Bompiani 2016), Privati Abissi (Fazi 2011), Premio Bagutta, Principessa (Bompiani 2013), Posta Prioritaria (Garzanti 2003 e Bompiani 2015) e La malinconia dei Crusich (Bompiani 2016) che nel 2017 è stato finalista ai premi Grinzane, Manzoni e Vigevano e ha vinto il Premio Viareggio Rèpaci e il Premio Fiuggi.

 

 

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