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Carlo Carabba: abbandoni

Si intitola Canti dell’Abbandono (Mondadori) l'ultima prova di Carlo Carabba, poeta e studioso di filosofia. "Un omaggio esplicito alla tradizione lirica italiana, quella dei canti di Leopardi", spiega nella nostra intervista. E un'analisi sull'abbandono, "quello attivo, dei trent'anni anni, in cui si lascia la propria giovinezza per entrare nell'età adulta - dice ancora - e uno passivo, subìto in un periodo particolarmente solitario della mia vita". Poesia nuova quella di  Carabba, che percorre in pieno la strada della leggibilità, di un lessico familiare carico di memoria, eventi, dolori, attese... ma che sa anche giocare sull’ambiguità della parola e fare della metafora il grimaldello per decrittare introspezione e realtà. Una poesia colta ma riservata, riferimenti e citazioni sono fatti cadere con estrema discrezione, il timbro di voce è pudico, quieto, rilassato.

Ecco come il giovane poeta racconta la sua cifra.

L'autore

Carlo Carabba è nato a Roma nel 1980. Laureato in filosofia lavora per la Mondadori come editor della narrativa italiana. Caporedattore della rivista "Nuovi Argomenti", collabora con le pagine culturali del Venerdì di Repubblica. Ha pubblicato le raccolte di poesia Gli anni della pioggia (peQuod 2008, Premio Mondello per l'opera prima) e Canti dell'abbandono (Mondadori 2011, Premio Carducci e Premio Palmi).

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