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Carmen Pellegrino: la cena dei vinti

In Cade la terra, il romanzo di Carmen Pellegrino pubblicato da Giunti, c’è un paese abbandonato, Alento, uno di quei vecchi paesi di pietra di cui l’Italia abbonda e che conservano nelle case cadenti, nelle vie impercorribili il ricordo delle persone che le hanno popolate. E c’è un personaggio femminile, Estella, l’ultima abitante, che ogni anno organizza una cena per chi non c’è più.  Un banditore che aspira a un cappello per farsi riconoscere ufficialmente; la ragazza picchiata dal padre che lo spasimante respinge; la bambina uccisa dall'iniezione di un medico stanco; l’uomo cui sono morti due figli in guerra: la galleria di vinti di Carmen Pellegrino ridà spazio a esistenze dimenticate. 

Carmen Pellegrino è nata a Polla nel 1977). Ha studiato i movimenti collettivi di dissidenza ( '68 napoletano. Lotte studentesche e conflitti sociali tra conservatorismo e utopie, 2008), e ha poi focalizzato le sue ricerche sul razzismo, l’esclusione sociale e le condizioni di sfruttamento dei migranti (Le ore della mia giornata, pubblicato nell’antologia Qui si chiama fatica: storie, racconti e reportage dal mondo del lavoro, 2010, vincitore del premio reportage Napoli Monitor). Coautrice di varie opere collettanee (Strozzateci tutti, 2010; Novantadue, 2012), nel 2011 ha curato con C. Zagaria il volume Non è un paese per donne: racconti di straordinaria normalità, in cui ha pubblicato un saggio su Matilde Sorrentino, mentre è del 2015 il romanzo Cade la terra.

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