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Claire Messud: la furia di Nora

“Quanto sono arrabbiata? E’ meglio che non lo sappiate. E’ meglio che non lo sappia nessuno. Sono una brava ragazza, una ragazza gentile, diligente e puritana, brava figlia e brava lavoratrice…”. Questo è il folgorante inizio del thriller psicologico La donna del piano di sopra della scrittrice americana Claire Messud, tradotto per Bollati Boringhieri da Silvia Pareschi. E’ proprio Silvia Pareschi a farci da guida all’interno del romanzo, dei suoi temi e delle sue sfumature di senso. “La donna del piano di sopra” è per Messud la zitella gentile, quella sempre disposta a dare una mano, quella che non disturba mai. E la sua protagonista, Nora Eldrige, maestra elementare a Boston ha vissuto così i primi quarant’anni della sua vita. Quando Nora incontra gli Shahid, padre, madre e figlio, tutto cambia. In lei si riaccende l’amore: il piccolo Reza è il bambino che ha sempre desiderato; Selene l’amica capace di risvegliare il suo senso artistico; Skandar, l’uomo affascinante e colto che avrebbe voluto avere al fianco. Pareschi sottolinea le ambiguità della storia raccontata in prima persona da Nora: da lettori conosciamo solo il suo punto di vista e l’ossessione che lei prova per i suoi nuovi conoscenti è ammantata di un mistero, che si scioglierà solo nel finale a sorpresa. Scrittrice eclettica, capace di spaziare tra argomenti epoche e paesi diversi,  Claire Messud racconta qui il femminile con estrema potenza e sensibilità.

 

Claire Messud, nata nel Connecticut e cresciuta tra Stati Uniti, Australia e Canada, è autrice diI figli dell’imperatore (2007) selezionato come Miglior Libro dell’Anno dal «New York Times», dal «Los Angeles Times» e dal «Washington Post». Il suo primo romanzo When the World Was Steady e la raccolta di racconti The Hunters sono stati finalisti al PEN/Faulkner Award; il suo secondo romanzo The Last Life è stato il Miglior Libro dell’Anno per «Publishers Weekly» e per «The Village Voice». Vive a Boston con il marito, il critico letterario James Wood, e due figli.

 

Silvia Pareschi lavora come traduttrice letteraria da molti anni. Fra gli autori da lei tradotti, oltre a Jonathan Franzen di cui è la traduttrice di riferimento: Cormac McCarthy, Don DeLillo, E. L. Doctorow, Denis Johnson, Amy Hempel, Nathan Englander, Annie Proulx, David Means e T. C. Boyle. Vive fra l’Italia e San Francisco, dove nel 2011 ha sposato l'artista e scrittore Jonathon Keats, da lei stessa tradotto in italiano.   

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