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Claudia Durastanti: il superpotere di Caterina

Caterina si divide tra il fidanzato Aurelio che va a trovare a Rebibbia e il poliziotto con cui ha una relazione. Sua madre vorrebbe solo che se ne andasse via di casa. Cleopatra va in prigione, il nuovo romanzo di Claudia Durastanti pubblicato da Minimum fax, è ambientato in una Roma periferica e parla di un’aspirante ballerina che è diventata spogliarellista, poi truccatrice, e ora sta alla reception di un alberghetto dove fa anche le pulizie.  Durastanti si cala nel personaggio di Caterina scivolando dalla terza alla prima persona, le dona una forma d’integrità che in qualche modo la protegge: lei è sé stessa anche nel tradimento. La narrazione scorre piana, con una forte dimensione sensoriale data anche dall’uso di sinestesie.

Con Claudia Durastanti abbiamo parlato dei temi del libro, del carattere della protagonista, della Roma del libro e delle sue scelte linguistiche.

 

Claudia Durastanti è nata a Brooklyn nel 1984. Ha pubblicato per Marsilio due romanzi, Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) e A Chloe, per le ragioni sbagliate (2013). Un suo racconto è comparso in L’età della febbre, Storie di questo tempo  (minimum fax, 2015).Si occupa di libri per diverse testate. Vive a Londra.

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