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Costantino della Gherardesca – Punto

Intervista al conduttore e scrittore Costantino della Gherardesca sul suo esordio alla scrittura Punto. Aprire la mente e chiudere con le stronzate, pubblicato da Rizzoli Lizard.

Questo libro di Costantino della Gherardesca è un'esilarante parodia del tipico manuale spirituale che ci consiglia come vivere al meglio la nostra vita. La differenza naturalmente è tutta nello stile di Costantino: dissacrante, parodico, brillante e sempre in netta controtendenza rispetto al luogo comune e al conformismo dilaganti. Ecco quali sono infatti i cinque punti fondamentali che Costantino consiglia di tenere a mente come mantra-guida delle nostre esistenze:

1) Non seguire i tuoi sogni
2) Diffida della semplicità
3) Non cercare consensi
4) Evita la realtà
5) Mentire è un atto civile

In questa intervista Costantino della Gherardesca ci ha spiegato in cosa consiste questo libro e perché è sbagliato definirlo una mera "provocazione", e ha commentato per noi alcuni punti e passaggi chiave del libro: perché è sbagliato seguire i propri sogni, perché la speranza va assolutamente evitata e perché la ricerca spasmodica del consenso (tanto più nell’era dei social network) va respinta categoricamente.

Riportiamo di seguito il testo dell’intervista.

 

In cosa consiste questo tuo primo libro e perché è sbagliato definirlo "provocatorio"?

Il mio libro è un manuale di auto-aiuto, che in un certo senso è una parodia di quelli che erano in manuali di auto-aiuto quando erano molto spirituali, ricordo quelli di Deepak Chopra negli anni ’90. È un manuale di auto-aiuto progressista e materialista, per persone che si rendono conto di non avere un’anima. Punto è in chiara contrapposizione ai valori cristiani che abbiamo in Italia, valori che ahimè esistono sia nella sinistra che nella destra, in tutte le parti politiche e non solo, anche nell’arte e nella cultura, nel cinema, e quindi per questo è stato definito provocatorio, in realtà non è provocatorio, è semplicemente una voca di minoranza non francescana, non cristiana, non luddista non catto-comunista.

 

Perché sconsigli categoricamente di seguire i propri sogni?

Una persona giovane ma anche una persona di mezza età non deve assolutamente seguire i propri sogni. Io ho fatto un errore fondamentale ed è stato quello di studiare filosofia, addirittura un anno ho studiato teologia… Non devi seguire i tuoi sogni bensì devi leggere il Financial Times o il Sole 24 Ore, e capire economicamente cosa devi fare nella tua vita, dove puoi avere degli sbocchi sia lavorativi che esistenziali.

 

Nel libro ti schieri contro il concetto "speranza", come mai?

Secondo me il concetto di speranza è dannoso perché proviene da radici cristiane anche quello, noi ci immaginiamo un aldilà, noi desideriamo qualcosa che in realtà non possiamo ottenere e ci accontentiamo dei sogni e dei desideri. Nella cultura cinese invece, che io ammiro molto, si realizzano le cose in modo concreto, si progettano e si realizzano, non si spera.

 

Nell'era dei social network e dei talent, basati totalmente sulla misura dell'apprezzamento altrui, tu inviti invece a "Non cercare consensi", come mai?

Il punto più importante del libro è proprio Non cercare consensi. La ricerca dei consensi, la cultura dei like ha rovinato per esempio il giornalismo, perché tutti i giornalisti, le persone che fanno informazione calibrano i loro contenuti per ottenere più consensi, più successo, come se fossero delle soubrette che calibrano i loro balletti, e non fanno quindi informazione. Anche i giornali che criticano il servizio pubblico della Rai se uno poi li va a leggere, non parlano molto di economia o di politica estera, parlano sempre di beghe interne italiane, perché è quello che funziona. Secondo me l’uomo e la donna forti non cercano consensi bensì impongono il proprio volere, come faceva Winston Churchill ma come faceva anche un artista come Michael Jackson, per quanto si beccavano delle opinioni ostili, dei vaffanculo, se ne fregavano e andavano avanti per la propria strada. Ecco: non bisogna aver paura di essere odiati dalle masse secondo me, bisogna andare avanti, in modo coraggioso, c’è poco coraggio adesso, al giorno d’oggi devo dire che le donne tendono ad essere più coraggiose degli uomini, in Italia perlomeno.

 

Costantino della Gherardesca è un conduttore radiofonico e televisivo, e autore di articoli e rubriche su diversi giornali e periodici come Vanity Fair, Rolling Stones e Vice. Oltre ad aver partecipato a diversi programmi televisivi di e con Piero Chiambretti e a molti altri programmi da opinionista, come in Ciao Darwin e ne L’isola dei famosi, recentemente ha condotto Acapulco su Radio 2 Rai e Boss in incognito e Pechino Express su Rai 2. Punto. Aprire la mente e chiudere con le stronzate, pubblicato da Rizzoli Lizard, è il suo primo libro.

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