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Daša Drndić le storie dietro i nomi

Trieste. Un romanzo documentario racconta la storia di Haya Tedeschi, che da giovane ha avuto una breve relazione con un tedesco da cui è nato un bambino che poi le è stato rapito (scopriremo insieme a lei che è stato inserito nell’aberrante progetto Lebensborn di Himmler). Nel romanzo ci sono Haya e la sua famiglia di ebrei convertiti al cattolicesimo, c’è la sua ricerca del figlio, ma soprattutto ci sono innumerevoli particolari sull'occupazione nazista nel nord Italia e ci sono i nomi dei novemila ebrei italiani deportati nei lager. La scrittrice croata Daša Drndić, con la precisione della sua scrittura, inchioda i responsabili alle loro colpe e allarga il concetto di responsabilità a tutti quelli che sapevano e giravano la testa dall’altra parte.

Abbiamo incontrato la scrittrice a Roma in occasione di Letterature, il festival diretto da Maria Ida Gaeta. 

 

 

Daša Drndić nasce a Zagabria nel 1946. Si laurea in Filologia all'Università di Belgrado, presso la Facoltà di Lingua e Letteratura Inglese, e completa poi la sua formazione conseguendo un Master in Teatro e Comunicazione, con una borsa di studio Fullbright, all'Università dell'Illinois, Stati Uniti. Ottiene un dottorato (con una ricerca su Sinistra e Protofemminismo) presso la Facoltà di Discipline umanistiche e Scienze sociali all'Università di Fiume (Rijeka). Oltre ad essere docente universitaria, Drndić lavora per anni come editor e produttrice a Radio Belgrado, realizzando oltre trenta sceneggiati radiofonici, venduti anche all'estero. Ha pubblicato saggi, testi teatrali, poesie ed è scrittrice di romanzi tradotti in inglese, francese, polacco, sloveno, tedesco, slovacco. Ha vissuto in Canada e negli Stati Uniti.

I sui lavori, non in traduzione italiana, includono: Put do subote (1982); Kamen s neba (1984); Totenwande (2000); Leica format (2003); Sonnenschein (2007); April u Berlinu (2009); Belladonna (2012).

 

Trieste. Un romanzo documentario è stato pubblicato in italiano nel 2015 da Bompiani nella traduzione di Ljiljana Avirović

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