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Maratona Saviano

In questo filmato realizzato all’Auditorium di Roma il 13 marzo 2012, Roberto Saviano incontra gli studenti di vari licei. I ragazzi hanno letto Super Santos, un suo racconto sul calcio di strada e gli hanno posto le loro domande a partire da quel testo. Saviano ha raccontato che quando era bambino, Maradona si allenava il mercoledì mattina, e quel giorno le scuole di Napoli erano vuote perché andavano tutti allo stadio a vederlo. Ha parlato dei ragazzini che giocavano a calcio per strada e venivano assoldati dalla camorra per fare i pali: se vedevano una macchina sospetta dovevano buttare la palla in una certa strada per avvisare gli spacciatori. Si è soffermato sulla mitologia dei delinquenti, sul fascino che esercitano sui giovani. Ha detto che la loro vita è un inferno: braccati, impauriti, incapaci di godersi alcunché. Saviano ha spiegato la differenza che c'è tra il raccontare i dettagli e scrivere due righe in cronaca. Ha detto che Cosa nostra non ti lascia scegliere nulla: con chi ti fidanzi, con chi parli, dove vivi e con chi. Ha raccontato di un suo coetaneo, figlio di Schiavone che in discoteca aveva ucciso a pugni il ragazzo che aveva preso le difese della sua ragazza, uscendone pulito perché la sua guardia del corpo si era preso la colpa. Ha detto che suo padre voleva che lui facesse il calciatore, ma che a pallone è sempre stato negato, e così a pugilato, ma se l'è sempre cavata bene con le parole. Ha parlato del suo amore per i libri, della convinzione che l'avrebbero fatto crescere e emergere, delle tante vite che ha vissuto leggendo. Ha raccontato il suo esordio, il racconto astratto alla Landolfi spedito a Goffredo Fofi, la risposta di questo, tenuta a lungo nel portafogli, scrivi bene, ma scrivi stronzate, apri la finestra e scrivi quello che vedi intorno a te. Ha espresso il pensiero che lo tormenta, me ne vado, mi metto una parrucca, vivo tranquillo in Nuova Zelanda: ha detto che gli piace troppo fare lo scrittore in Italia, godersi il successo, i rari incontri con il suo pubblico per riuscire a sprofondare nell'anonimato. Il finale dell'incontro si è incentrato su Martin Eden, personaggio di Jack London con cui Saviano si identifica per la voglia spasmodica che ha di elevarsi attraverso la lettura e la scrittura.  

 

Roberto Saviano è nato a Napoli il 22 settembre 1979. Figlio del medico napoletano Luigi Saviano e di Miriam Haftar, si è laureato in Filosofia all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è stato allievo dello storico meridionalista Francesco Barbagallo. Comincia la sua carriera giornalistica nel 2002 scrivendo per numerose riviste e quotidiani tra cui: Pulp, Diario, Sud, Il Manifesto, il sito web Nazione Indiana e per l'osservatorio sulla camorra del Corriere del Mezzogiorno. Nel marzo 2006 esce nella collana Strade Blu dell'editore Mondadori il suo primo romanzo Gomorra - Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra. Da Gomorra sono stati tratti uno spettacolo teatrale, che è valso a Saviano gli Olimpici del Teatro 2008 come miglior autore di novità italiana, e l'omonimo film diretto da Matteo Garrone vincitore al Festival di Cannes del prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria. Durante una manifestazione per la legalità tenuta il 23 settembre del 2006 a Casal Di Principe, lo scrittore denunciò in piazza gli affari dei capi del clan dei Casalesi, invitando la popolazione a ribellarsi. A causa delle minacce ed intimidazioni subite, l'allora Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha deciso di assegnargli la scorta per motivi di sicurezza dal 13 ottobre 2006. Attualmente in Italia Saviano collabora con L'espresso e La Repubblica, negli Stati Uniti con il Washington Post, il New York Times e il Time, in Spagna con El Pais, in Germania con Die Zeit e Der Spiegel, in Svezia con Expressen e Gran Bretagna con il Times.

 

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