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Dostoevskij maestro del romanzo russo

L'11 novembre del 1821 nasce a Mosca Fëdor Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi. Durante il regime zarista, è accusato di associazione sovversiva e condannato a morte. Mentre si trova già davanti al plotone d’esecuzione, gli viene comunicata la riduzione della pena ai lavori forzati perpetui. L’avvenimento lo segnerà per la vita e gli ispirerà alcune delle riflessioni più amare dei suoi capolavori:
«Dove mai ho letto che un condannato a morte, un'ora prima di morire, diceva o pensava che, se gli fosse toccato vivere in qualche luogo altissimo, su uno scoglio, e su uno spiazzo cosí stretto da poterci posare soltanto i due piedi, - avendo intorno a sé dei precipizi, l'oceano, la tenebra eterna, un'eterna solitudine e una eterna tempesta, e rimanersene cosí, in un metro quadrato di spazio, tutta la vita, un migliaio d'anni, l'eternità, - anche allora avrebbe preferito vivere che morir subito? Pur di vivere, vivere, vivere! Vivere in qualunque modo, ma vivere! […] È un vigliacco l'uomo!... Ed è un vigliacco chi per questo lo chiama vigliacco». (Delitto e castigo).
 

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