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Enrico Testa e la poesia ablativa

L'ablativo è un caso latino che non indica l’Io né il possesso, non marca le attese né le esclamazioni, ma sintetizza un allontanamento, un'uscita da un luogo o da uno stato, una dislocazione, un'asportazione”: Ablativo (Einaudi 2013) è il titolo della nuova raccolta poetica dello scrittore Enrico Testa, vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci 2013 per la sezione poesia: tra le pagine di “Ablativo” – il cui titolo riprende, appunto, il caso della lingua latina e racchiude in sé un insieme di significati – spiccano con intensità tre temi principali: il viaggio, il sogno e la memoria.

Che cosa significa, dunque, vivere all’ablativo? Qual è il valore della poesia ablativa? Dov’è (o dove non è?) l’Io tra l’inchiostro poetico? Ce lo spiega proprio Enrico Testa, che abbiamo incontrato per parlare e viaggiare non soltanto tra i suoi versi, ma anche nel mondo della poesia contemporanea, con un particolare sguardo puntato sullo “stato di salute” della poesia di oggi, di cui Testa traccia un ritratto molto completo e intenso.

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