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Eraldo Affinati: Letteratura spirituale

Ha senso parlare, ai giorni nostri, di letteratura spirituale?
Ne abbiamo discusso con Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, che ha tratteggiato per noi un punto di vista non convenzionale sulla spiritualità nella letteratura, analizzandone le molteplici sfumature.
Come spiega in questo intervento, secondo Affinati la letteratura ha sempre un valore spirituale: non soltanto perché la grande letteratura arricchisce la vita, intensificandola e permettendoci di osservare la realtà in modo diverso, ma anche perché tutte le grandi opere letterarie contengono in sé valori etici e spirituali e riescono a trasmetterli senza che questi diventino didascalici. Non un manifesto, quindi, ma una forma di “letteratura ad alta densità spirituale”.

Eraldo Affinati ci propone un personale itinerario di lettura per approfondire le tematiche e analizzare le declinazioni della spiritualità e dell'etica nella prosa di alcuni dei più grandi autori contemporanei.


Un percorso che prende il via con Ama la rivoluzione, primo romanzo di Aleksandr Isaevič Solženicyn: scritto nel corso degli otto anni di prigionia scontati dallo scrittore a causa di alcune annotazioni polemiche sulla dittatura staliniana, contenute in alcune lettere private, Ama la rivoluzione è rimasto fino ad oggi inedito. Pur essendo ancora immaturo rispetto ad altre opere successive dell'autore di Arcipelago Gulag, anticipa alcuni elementi determinanti di tutta la sua produzione letteraria, come la qualità della solitudine e il sentimento del paesaggio.
Da Solženicyn e dalla grande narrativa russa, Eraldo Affinati spazia a Bernard Malamud: un autore che riversa nella sua scrittura una perfetta commistione fra il mondo fantastico in cui si riflettono tutta la sapienza yiddish e la modernità della società contemporanea americana. Uno dei pochi autori, secondo Affinati, capaci di farci ancora credere nei miracoli.
L'itinerario su letteratura e spiritualità prosegue con la riscoperta di Silvio D'Arzo: autore fino a poco tempo fa quasi sconosciuto, è ora considerato una delle voci fondamentali del Novecento italiano. In Casa d'Altri D’Arzo racconta, con disarmante semplicità, la disperazione di una tragedia teologica che ha per protagonista un'anziana lavandaia e il curato di paese al quale la donna si rivolge per una singolare e sconvolgente richiesta di dispensa. Infine, Eraldo Affinati suggerisce di concludere idealmente il percorso riguardante spiritualità e letteratura con La strada di Corman McCarthy: da uno dei più grandi interpreti della narrativa statunitense contemporanea, la storia del viaggio di un padre e di un bambino alla ricerca delle ragioni della speranza, lungo le strade di un'America apocalittica e devastata.

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