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Ernest van der Kwast: un amore pugliese

In L’ombelico di Giovanna (traduzione di Alessandra Liberati, Isbn, 2013), lo scrittore olandese Ernest Van Der Kwast racconta un amore interrotto sul nascere. Quando si incontrano nell’estate del 1945, Ezio e Giovanna sono due ragazzi. Mentre lui è innamorato pazzo di lei, Giovanna non se la sente di impegnarsi sul serio. Dopo un’estate passata insieme, Ezio, ferito, sale su un treno e si trasferisce il più lontano possibile. Passa la vita a Bolzano, finché una lettera dell’amata non gli fa compiere il viaggio di ritorno; si rivedranno ormai ottantenni. In quest’intervista l’autore spiega che a ispirare questa storia è stato il treno Bolzano-Lecce; parla delle occasioni perdute di cui è fatta la vita; si sofferma sulla scelta dell’Italia come sfondo, illustra la sua scelta stilistica lontana dall’umorismo travolgente del suo precedente libro Mama Tandoori (e afferma che sì, è stato lanciatore del disco, prima di diventare scrittore).

Ernest van der Kwast è nato a Bombay il 1 gennaio 1981 da madre indiana e padre olandese, ha poi vissuto e studiato in Olanda. In gioventù si è distinto a livello nazionale nel lancio del disco, poi ha abbandonato l´atletica per dedicarsi agli studi in economia. Il suo romanzo d´esordio è del 2005 Soms zijn dingen mooier als er mensen klappen (A volte le cose sono più belle quando le persone applaudono). Grazie al buon successo dell´opera decide di abbandonare gli studi universitari e dedicarsi completamente alla carriera di scrittore. La sua seconda opera, Stand In, è del 2007, ma il grande successo di pubblico è arrivato nel 2010 con il suo terzo romanzo, Mama Tandoori (pubblicato in Italia da Isbn), che racconta in chiave ironica la storia della sua famiglia soffermandosi in particolare sulla figura della madre Veena. Attualmente vive a Bolzano. 

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