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Ernesto Ferrero su Emilio Salgari

Nato a Torino il 6 maggio 1938, Ernesto Ferrero dagli anni sessanta agli anni ottanta ha fatto parte dell’organigramma della casa editrice Einaudi, ricoprendo vari ruoli fino a quello di direttore editoriale. Qui lo ascoltiamo nelle vesti di appassionato salgariano

 

 

Dalla esperienza all'Einaudi Ferrero ha tratto il libro I migliori anni della nostra vita (2005). Si è occupato di linguistica, di critica letteraria, di storia. È stato traduttore di Céline e di Flaubert.  Nel 1972 ha pubblicato I gerghi della mala dal '400 a oggi (Premio Viareggio Opera prima), ampliato nel 1991 nel Dizionario storico dei gerghi italiani. Come critico, si è occupato di Carlo Emilio Gadda (1972), di Italo Calvino (1995) e di Primo Levi (1997 e 2007). Come narratore, ha esordito nel 1980 con il romanzo Cervo Bianco, poi riproposto in una nuova stesura con il titolo L'anno dell'Indiano (2001). Nel 2000 ha vinto il Premio Strega con il romanzo N., che ricostruisce i trecento giorni dell'esilio di Napoleone all’isola d’Elba attraverso lo sguardo del suo bibliotecario. Nell'ottobre 2002 è uscito Lezioni napoleoniche (Premio Isola d'Elba-Raffaello Brignetti 2003; Premio Rhegium Julii 2003). In Disegnare il vento. L’ultimo viaggio del capitano Salgari (2011) ha rievocato la complessa figura dell’autore di Sandokan e de Le tigri di Mompracem a cento anni dalla morte.
Dal 1998 Ernesto Ferrero è direttore del 'Salone Internazionale del Libro di Torino'.

 

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