Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Evelyn Waugh secondo Mario Fortunato

Ritorno a Brideshead (traduzione di Ottavio Fatica, introduzione di Mario Fortunato), uscito nel 1945, è un classico della letteratura e, a detta di molti, il capolavoro dello scrittore inglese Evelyn Waugh. Protagonista e io narrante è Charlie Ryder, che si ritrova durante la guerra come capitano del suo battaglione a Brideshead, la villa dove ha passato momenti molto intensi della sua vita. Per Charlie, Brideshead vuol dire la famiglia di Sebastian e Julia Flyte: due fratelli di cui è stato innamorato da giovane. Sebastian l’ha conosciuto a Oxford: hanno condiviso i primi anni universitari e le prime folli bevute che hanno emancipato Charlie da un’infanzia sottomessa; Julia balza in primo piano più tardi, quando, entrambi infelicemente sposati, si ritrovano per caso sulla nave che li riporta dall’America all’Inghilterra. Per Charlie, orfano di madre e con un padre orribile, i Flyte e la loro dimora rappresentano un mondo dorato, anche se ne individua subito tutte le contraddizioni. Oltre alla satira dell’aristocrazia britannica, tema portante del libro è la religione cattolica e i condizionamenti che è in grado di mettere in opera; molti dei personaggi ne sono travolti.

Con Mario Fortunato abbiamo parlato di Ritorno a Brideshead, del suo intreccio tra realtà e finzione, e della pubblicazione di Tutti i racconti di Evelyn Waugh, che coprono un arco di tempo molto lungo e offrono un’estrema varietà di temi e di toni. 

 

Evelyn Waugh nato a Londra il 28 ottobre 1903 e morto a Taunton il 10 aprile 1966, è considerato il più grande scrittore satirico inglese. E’ stato  la voce più rappresentativa di una generazione aristocratica, decadente e iconoclasta. Tra i suoi romanzi, tutti editi da Bompiani, Ritorno a Brideshead, Una manciata di polvere, Misfatto negro, Il caro estinto, Declino e caduta. Nei Classici Bompiani sono disponibili le sue Opere 1930-1957.

 

 

Mario Fortunato è nato a Cirò in Calabria il  2 settembre 1958 e vive fra Roma e la Sabina. Ha diretto l’Istituto italiano di cultura di Londra, da molti anni è critico letterario per “L’Espresso” e collabora con varie testate europee. Con Bompiani ha pubblicato: Luoghi naturali, Immigrato (con Salah Methnani), I giorni innocenti della guerra (secondo classificato al Premio Strega 2007 e vincitore del Premio Mondello e Super Mondello), Quelli che ami non muoiono, Allegra Street, Il viaggio a Paros e L’arte di perdere peso. Altri suoi titoli sono: Il primo cielo, Sangue, Passaggi Paesaggi, Amore, romanzi e altre scoperte, L’amore rimane, Certi pomeriggi non passano mai, L’Italia degli altri, Le voci di Berlino. È curatore per Bompiani delle opere complete di Evelyn Waugh.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo