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Fantasmagoriana. La sposa cadavere e altre storie

 Fantasmagoriana. La sposa cadavere e altre storie
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Trascorsi l’estate del 1816 nei dintorni di Ginevra. La stagione fu fredda e piovosa e alla sera ci si riuniva attorno al fuoco scoppiettante e talvolta ci divertivamo a leggere storie tedesche di fantasmi… Questi racconti risvegliarono in noi un giocoso desiderio di imitazione”.

Così Mary Shelley ricorda l’impatto fulminante che lei e il piccolo gruppo di letterati riuniti a villa Diodati (Lord Byron, Percey B. Shelley, John Polidori e Claire Clairmont) ebbero con Fantasmagoriana, volume di immensa suggestione che raccoglieva otto storie del soprannaturale uscite in Germania a partire dalla fine del Settecento.

Pubblicato anonimamente a Parigi solo nel 1812 dal geografo Benoît Eyriès, il libro si ispirava direttamente agli spettacoli di “fantasmagorie” che, attraverso la combinazione illusionistica di immagini, luci e suoni, evocavano spettri ed eccitavano i sensi con una verosimiglianza che verrà superata solo dal
cinematografo.

Fantasmagoriana è finalmente sbarcato in edizione completa anche in Italia, dopo quasi duecento anni. È pubblicato da Nova Delphi e tradotto da Fabio Camilletti, professore associato di Letteratura italiana all’università di Warwick, nel Regno Unito.

Il libro, che tra le storie ha anche La sposa cadavere che ha ispirato l’omonimo film di Tim Burton (e che è possibile leggere scaricando il pdf in alto a destra), è aperto da un interessante saggio introduttivo che accompagna il lettore in quel genere così oscuro ma anche tanto affascinante e fertile di idee.

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