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Flavio Pagano, Infinito presente

“L’Alzheimer è così crudele che adora scavare nella carne viva delle relazioni affettive più profonde. Scava nell’amore tra madri e figli, mariti e mogli, nonni e nipoti, per scoprire a che profondità quel sentimento diventa insofferenza, e poi persino odio. Mette alla prova il legame che ci unisce alle persone con cui abbiamo condiviso l’amore, le speranze, i momenti più importanti di una vita, come fosse una corda, per vedere a che punto si spezza”, in Infinito presente, pubblicato da Sperling & Kupfer, Flavio Pagano torna a occuparsi in forma narrativa dell’Alzheimer di sua madre, come aveva fatto nel romanzo Perdutamente, ma stavolta in modo più scopertamente autobiografico e dando voce in alcuni capitoli alla madre stessa, semi murata dentro la malattia, terrorizzata dal mondo esterno e immersa nei ricordi della sua giovinezza napoletana sotto i bombardamenti. Da una parte l’anziana malata, dall’altra i due figli che si prendono cura di lei, Mario, scapolo solitario, che l’accudisce con infinita pazienza, e Flavio con la sua famiglia, tutta coinvolta nell’azione del caregiving. Di crollo in crollo i familiari combattono una battaglia senza altra speranza che quella di ridurre l’angoscioso senso di solitudine della persona amata.

 

Flavio Pagano è nato a Napoli nel 1962. Scrittore e giornalista, è editorialista del Corriere del Mezzogiorno e opinionista di Donna Moderna. Tra i suoi libri, Ragazzi ubriachi (Manifestolibri, 2011), Perdutamente (Giunti, 2013), (Piemme, 2014) e Senza paura (Giunti, 2015).

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