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Francesca Romana Mormile, Il Minotauro cieco

 Francesca Romana Mormile, Il Minotauro cieco

Una bambina vestita a festa che passeggia per il centro di Roma stringendo la mano ai suoi due nonni: il nonno napoletano e il nonno romano. È uno dei ricordi più cari di Ninì, la protagonista e io narrante del Minotauro cieco, il romanzo di Francesca Romana Mormile pubblicato da Flaccovio. Januaria, detta Ninì, nasce a Roma nel 1938. Sua madre è ebrea, suo padre si è convertito per amore. Mentre sullo sfondo vengono promulgate le leggi razziali e cominciano le deportazioni, Ninì vive i suoi primi anni in modo felice e inconsapevole. La bambina viene battezzata e affidata al nonno paterno; la famiglia s’illude che con la consegna dell’oro ai nazisti gli ebrei romani verranno risparmiati. Che i suoi genitori siano dovuti salire sul treno per Auschwitz con i nonni e i cugini, Ninì ci mette del tempo a scoprirlo; per un po’ il nonno riesce a proteggerla raccontandole che sono tutti fuggiti.

Il minotauro cieco racconta di un nonno e una nipote sopravvissuti all’omicidio dei loro cari, descrive le loro strategie di sopravvivenza, il loro reciproco inossidabile legame. A un certo punto Ninì crolla: il trauma per la fine dei suoi genitori la fa chiudere in un completo mutismo. Il nonno la fa studiare in casa da privatista e le trova una brava psichiatra, ma è parlandole del rapporto tra il Minotauro e Arianna che riesce a sciogliere la barriera di dolore dentro la quale Ninì si è barricata: “nonno, questa storia è bellissima” sono le sue prime parole dopo tanto tempo. Di qui in poi il libro si concentra sulla rinascita della ragazzina che finalmente riesce ad esprimere il proprio dolore (“Mamma scelse la sua famiglia, papà scelse mamma. Avrebbero potuto salvarsi. Nessuno dei due scelse me.”) e a capire, con l’aiuto della dottoressa, di essere stata molto amata anche dalle persone che non ci sono più.
C’è molta Napoli in questo romanzo, il suo dialetto, i suoi cibi, il suo calore umano (oltre al nonno, una figura fondamentale per Ninì è Maria, la tata che ha allevato suo padre, si prende cura di lei e pure della figlia che avrà) e c’è Ischia, il luogo di vacanze incantate (e il luogo in cui Ninì scoprirà l’amore per Giovanni, il suo futuro compagno di vita), ma per chiudere il cerchio la protagonista deve riconciliarsi con la Roma della sua infanzia. La figlia di Ninì e Giovanni, Sara, sceglie di vivere nei luoghi dei nonni che non ha mai conosciuto.

Con una lingua ricca di metafore e una grande partecipazione emotiva, Francesca Romana Mormile racconta l’impatto della Storia del Novecento sulla vita di persone comuni, la forza dei legami familiari, la capacità di andare avanti nonostante tutto.

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