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Francesco Formaggi: il collegio e la campagna

Nel Cortile di pietra, il secondo romanzo di Francesco Formaggi, uscito da Neri Pozza, Pietro, un bambino di sei anni, vive una terrificante avventura: viene consegnato dai genitori a un uomo che lo porta in un convento, dove le suore affamano i bambini, li fanno lavorare e li picchiano per ogni mancanza. Il convento è una specie di palazzo degli orrori, gelido e sporco. La sopravvivenza di Pietro è legata all’amuleto che gli ha donato sua madre, alla conoscenza di Mario “la peste” che lo incita a resistere e a tentare la fuga, e alla gentilezza di suor Tabata, che lo cura quando si ammala. Avvolto in una favola nera, Pietro dovrà trovare il coraggio per liberarsi e ritrovare sé stesso, fuori di lì.

Con Francesco Formaggi abbiamo parlato dello spunto iniziale del romanzo, della sua immedesimazione nel personaggio del bambino, della dinamica chiuso/aperto, del rapporto con la fiaba, della scelta di un tempo e un luogo indefinito.

 

Francesco Formaggi è nato nel 1980 in provincia di Frosinone. Ha studiato Filosofia estetica all’Università di Bologna, dove ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti. Dopo la laurea è tornato in Ciociaria, dove ha lavorato come cameriere, commesso in un videonoleggio, operatore di un call center. Con il romanzo Birignao (embrione de Il casale) ha vinto il premio creatività Scuola Holden. Collabora con Nuovi Argomenti. Ha pubblicato Il casale  e Il cortile di pietra per Neri Pozza.

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