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Franco Fortini: che cos`è la poesia

Il poeta, traduttore, saggista e critico letterario Franco Fortini (1917-1994) descrive i vari significati della parola poesia. Fortini distingue tra il significato corrente di discorso elevato, che mira a comunicare emozioni, dal discorso in cui prevalgono elementi di ritmo (cadenze, simmetrie, ripetizioni) che alterano i significati ordinari delle parole. Cita l'esempio di alcuni versi molto ritmati di Marino Moretti e alcuni invece discorsivi di Cesare Pavese.
 

Difficile definire Franco Fortini, nato a Firenze nel 1917 con il cognome ebraico Lattes e costretto ad assumere quello materno in seguito alle leggi razziali dell’Italia fascista. Difficile definirlo non solo per le molteplici figure che ha incarnato nella sua carriera (copywriter, consulente editoriale, giornalista, poeta, traduttore, critico letterario, professore universitario…); per l’eterogenea origine religiosa e per le sue successive scelte confessionali (di padre ebreo e madre cattolica, si fece battezzare valdese nel 1939); per l’adesione all’ideologia marxista e insieme la forte critica verso il conformismo di sinistra; per la sua non appartenenza ad una precisa corrente letteraria nonostante il giovanile avvicinamento alla poetica dell’ermetismo. Fortini è stato spesso definito un intellettuale “scomodo” perché non compiacente verso mediazioni di tipo politico, accademico o sindacale ma neppure ad esse completamente esterno, quasi a rivendicare la posizione “di frontiera” degli intellettuali e il loro diritto a dialogare direttamente con quelle generazioni che fanno politica e che lavorano nella società. (Maria Agostinelli)

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