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Franz Kafka e la sua Praga

Il 3 giugno 1924 moriva nel sanatorio di Kierling presso Vienna Franz Kafka. Vi proponiamo un filmato del 1963, diretto da Fernando Di Giammatteo, dedicato interamente alla città natale di Kafka. I luoghi della vecchia Praga, medievale e barocca, lasciano affiorare il senso di angoscia che si respira nelle pagine delle sue opere più celebri. Intrigante e labirintica, la città antica restituisce in parte la duplice condizione di isolamento ed estraneità in cui visse lo scrittore. Duplice perché determinata dal suo essere ebreo e, allo stesso tempo, appartenente alla borghesia di lingua tedesca. L`antica e bellissima sinagoga, con le macchie di sangue che testimoniano ancora i pogrom del Seicento, rivela la presenza, che il giovane Kafka doveva avvertire, di un passato di persecuzioni, e insieme suggerisce quella che probabilmente fu la sua speranza di un futuro libero dal dedalo dei ricordi. Le radici ebraiche di Kafka, a cui questi luoghi rimandano, non furono un fatto sociale o religioso, bensì uno stato d’animo, un modus vivendi che segnò tutta la sua esistenza. Una nipote, figlia di Ottla Kafka, parla del conflittuale rapporto dello scrittore con il padre, mentre il vecchio amico e biografo Gustav Janouch, in un’altra intervista, ne traccia un personalissimo ritratto, soffermandosi sulla sua breve e giovanile adesione all`organizzazione anarchica. Il video si conclude con una esplorazione delle stanze di un appartamento abitato dai Kafka prima della deportazione ad Auschwitz.

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