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Giorgio Caproni, una disperazione calma

Un ritratto del poeta Giorgio Caproni a cura del critico letterario Guido Davico Bonino. Luciano Virgilio legge poi da Finzioni il brano "Due donne che sanno"; da Il passaggio d`Enea, "Le giovinette così nude e umane"; da Il seme del piangere, "L`uscita mattutina"; da Congedo del viaggiatore cerimonioso l`omonima lirica e "I ricordi". 

 

Giorgio Caproni nasce a Livorno nel 1912. Dal 1922 vive a Genova, sua città adottiva. Lavora come violinista, commesso, impiegato, maestro elementare. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa alla Resistenza in Val Trebbia; dal `45 alla morte trascorre la sua vita a Roma, dove collabora con diverse riviste. Caproni considera la scrittura espressione insieme aristocratica e popolare, unione di parole e musica. Il poeta, perenne viandante, contempla la vita degli altri e fa dell`ironia su se stesso. 

 

 

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