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Grazie alla musica ho scoperto la poesia: Eugenio Montale

Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d’orto, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frusci di serpi…sono i versi di una delle liriche più note di Ossi di seppia (1925), la prima raccolta poetica di Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura nel 1975. Sono i versi scelti per aprire questo video che ricostruisce in breve i momenti fondamentali dell’infanzia e della prima giovinezza del poeta a partire dai luoghi: la casa in cui nacque, ultimo di sei figli di un’agiata famiglia della media borghesia, la villa a Monterosso, nelle Cinque Terre, dove era solito trascorrere le vacanze estive, e poi ancora la scuola elementare, poco frequentata, per via di una salute malferma che lo costringeva a lunghi periodi di assenza, e l’istituto tecnico commerciale “Vittorio Emanuele”, dove si diplomò nel 1915. A quell’epoca, non ancora ventenne, il suo interesse letterario era già vivissimo, benché frutto di una formazione essenzialmente da autodidatta, nutrita, tra l’altro, dalla passione per il melodramma e dallo studio delle lingue straniere. La conversione alla poesia avvenne anche attraverso la scoperta della musica di Debussy. È lo stesso Montale araccontarcelo, in una preziosa intervista del 1966.

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