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I libri in testa

Sarà anche vero che molta gente non legge. Ma di sicuro c'è dell'altra gente che se continua a fare bene le solite cose, utili per carità, il lavoro e tutto il resto, è anche perché sa che poi a un certo punto si può tuffare nei libri, sa che lì dentro, nei libri, ci trova stanze parecchio più grandi di quelle solite dove tocca stare, e finestre parecchio più panoramiche. Se uno si affaccia, dopo gli viene voglia di raccontare quello che ha visto. E coi libri è facile: basta leggerli ad alta voce.

Pino Ierolli racconta a Rai Letteratura l'esperienza del gruppo di lettura pubblica I libri in testa. Un "un pericoloso gruppo di provocatori letterari" (insieme a lui nell'edizione di quest'anno anche Alessio Brandolini, Elvio Cipollone, Michele Governatori, Igiaba Scego e Nadia Terranova) che, partiti dal newsgroup del sito it.cultura.libri,dal 2003 propongono letture pubbliche dei grandi classici della letteratura cercando di persuadere i "non lettori" alla bellezza della lettura.

Giuseppe Ierolli lavorava in banca. Il momento che amava di più della giornata lavorativa era quello in cui poteva sedersi alla sua scrivania e sognare la pensione; ora il sogno è diventato realtà. A quindici anni è andato per caso all'Opera dove c'era l'Otello di Verdi. Da allora non ha più smesso di ascoltare musica. Qualche anno fa ha avuto un colpo di fulmine per Emily Dickinson e ha deciso di tradurre in italiano tutte l'opera di questa solitaria poetessa americana. A luglio 2009 ha terminato le traduzioni dickinsoniane e ha cominciato a dedicarsi a a Jane Austen. Ora ha quasi finito. Nel 1997 ha ideato e messo in rete un sito dedicato agli incipit letterari: ora ce ne sono più di quattromila. È un lettore-ascoltatore puro: non ha mai scritto una riga o una nota.

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