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I paradossi di Piero Manzoni nel saggio di Cortellessa

Monsieur Zero. 26 lettere su Manzoni, quello vero, è un bellissimo saggio di Andrea Cortellessa pubblicato da Italosvevo Edizioni, dedicato all'affascinante figura e alla dirompente opera di Piero Manzoni (1933-1963), artista che è stato capace di mettere in crisi con le sue opere (forse come nessun altro, neanche Duchamp) il ruolo dell'arte e dello stesso artista. La sua opera più celebre, la Merda d'artista, è infatti solo un frammento minimo della produzione artistica e concettuale di Manzoni, che pur essendo scomparso giovanissimo ha fatto in tempo a lasciarci opere meravigliosamente antiborghesi e spesso esilaranti come la Base magica (che rendeva opera d'arte qualunque oggetto o persona vi si posasse) e il Socle du monde (piedistallo con scritta al contrario che rendeva opera d'arte l'intero pianeta).

 

Il libro, un saggio diviso in 26 piccole monografie critiche, tante quante le lettere dell'alfabeto, racconta con dovizia di particolari interessantissimi la parabola umana e artistica di Manzoni, e dimostra come ancora oggi i paradossi delle sue opere riescano a mettere in crisi i più inveterati pregiudizi sull'arte.

 

In questa intervista, realizzata presso la libreria La Pecora Elettrica di Roma, Andrea Cortellessa, ci ha parlato dell'opera Merda d'artista (1961) e della sua incredibile quotazione attuale e di diverse altre sue opere cruciali; dei molti "padri" di Manzoni, da Duchamp a Klein, da Burri a Fontana, ma anche dei tanti poeti con cui si è confrontato da Balestrini a Porta; e della profonda influenza di Manzoni, antesignano dell'arte concettuale, su tutta la produzione artistica contemporanea a venire.

 

«A sostenere come un'armoniosa ragnatela la narrazione sullo scandaloso lombardo, sono le parentele artistiche, di cui Cortellessa dà conto: dal nonno Duchamp, ai padri Burri e Fontana, al fratello azzurro Klein, ai cugini tedeschi del Gruppo Zero a quelli internazionali che operano sotto la bandiera situazionista. [...] illustra anche il ramo dei poeti compagni di avventura [...] i Novissimi Balestrini, Porta e Pagliarani, e poi Emilio Villa, Cesare Vivaldi, Vincenzo Agnetti. Tutti costoro scrissero di Manzoni in vita, non solo perché poetico era senza dubbio l'afflato esistenziale di chi scrisse [...] ma perché quei poeti percepivano l'appartenenza comune a quella regione dello spirito che loro chiamavano, sulla scorta di Roland Barthes, "il grado zero della scrittura"» Guglielmo Gigliotti, Il Giornale dell'Arte

 

Andrea Cortellessa insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università statale Roma Tre. Uno dei più dinamici intellettuali italiani, critico letterario militante, ha curato testi e pubblicato saggi, realizzando decine di trasmissioni radiofoniche e televisive. Ha resuscitato la storica rivista culturale Alfabeta (2) ed è nella redazione del Verri. Collabora regolarmente sui supplementi culturali dei principali quotidiani italiani: La lettura del Corriere della Sera, Tuttolibri de la Stampa, La domenica del Sole24Ore e Alias del Manifesto.

 

 

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