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Igiaba Scego: il sogno dell`Italia

Una storia a due voci: quella di Adua e di suo padre Zoppe. Cresciuti in Somalia con il mito dell’Italia, entrambi, in tempi diversi, subiscono un’enorme delusione. Nel personaggio di Zoppe, che lavora da interprete per i fascisti rivive la storia violenta del colonialismo italiano, Adua invece è attirata dal mondo del cinema e da questo sfruttata e umiliata. Il romanzo Adua appena uscito da Giunti, racconta la storia dei rapporti italo-somali e arriva ai tempi nostri, mettendo in scena un giovane rifugiato chiamato Titanic per il modo in cui è approdato nel nostro paese. Igiaba Scego descrive in questa intervista i temi del libro e la sua lingua che definisce in-between.

 

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974. Collabora con «Internazionale», «Lo straniero», «la Repubblica». Tra i suoi libri: Pecore nere, scritto insieme a Gabriella Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiayi (Laterza 2005); Oltre Babilonia (Donzelli 2008); La mia casa è dove sono (Rizzoli 2010, Premio Mondello 2011), Roma negata (con Rino Bianchi, Ediesse 2014).

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