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Il Diario di Pietro Calamandrei

 Il Diario di Pietro Calamandrei

Dal 1° aprile 1939 al 6 febbraio 1945: un grande e significativo diario, non solo autobiografia privata ma anche pubblica di una nazione alle prese con uno dei momenti più drammatici della sua Storia. Si tratta del Diario di Piero Calamandrei pubblicato integralmente dalle Edizioni di Storia e Letteratura, un’opera in due volumi con la prefazione di Mario Isnenghi.

Scrive Piero Calamandrei il 28 aprile 1943 “Due mesi senza scrivere su questo diario! Due mesi vuoti di avvenimenti? No: due mesi pieni di angoscia, di incertezze, di spasimante desiderio di far qualcosa e di avvilente consapevolezza di non poter fa nulla per stornare questa vergogna e questo flagello che sta per abbattersi sull’Italia.” Un tono di amara disillusione aleggia nelle pagine di questo diario in cui si ragiona di morte della patria, si ricercano i colpevoli e si racconta il quotidiano.

Ricchissimo di annotazioni soprattutto nell’esilio volontario a Colcello, in Umbria,  il Diariosi spegne nel febbraio 1945 a guerra non ancora conclusa per il ritorno di Calamandrei alla professione e alla politica da ricostruire.

 

Pietro Calamandrei, giurista fiorentino scomparso nel 1956, è stato tra i padri della Costituzione repubblicana. Vicino ai gruppi antifascisti fiorentini, viene eletto alla Costituente come delegato del Partito d’Azione. Fondatore della rivista “Il Ponte”, è autore di numerose opere tra cui Elogio dei giudici scritto da un avvocato (1935), Inventario della casa di campagna (1941), Uomini e città della Resistenza (1955)

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