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Il libro sospeso: un’iniziativa speciale

 Il libro sospeso: un’iniziativa speciale

A Napoli si entra in una caffetteria e si trova un caffè pagato: è la tradizione del caffè sospeso. In questi giorni, mutuata da questa bellissima e storica consuetudine napoletana, sta spopolando in modo virale l’iniziativa del “libro sospeso”: si entra in libreria e alla cassa si può trovare un libro sospeso. Un regalo da parte di chi è entrato prima di te, ma di fatto non ti conosce.

Ma da dove è partita l'iniziativa?

Dalla libreria Ex Libris Café di Polla (Salerno), dove “Un libro in sospeso” è nato per accontentare principalmente i ragazzi dai 10 ai 18 anni: chi partecipa acquista due libri, uno per sé e l'altro per un ragazzo “sconosciuto”. Il libro acquistato, destinato a diventare un dono, viene preso in consegna dal libraio – resta in sospeso, appunto - e poi consegnato a un ragazzo che si recherà in libreria nei successivi sette giorni. Per sapere a chi è andato il proprio “libro sospeso” si può chiedere direttamente in libreria, oppure il nome sarà inviato alla propria e-mail.

Dopo il caso di Polla, l’idea del libro in sospeso è apparsa anche a Milano, alla libreria "Il mio libro". Cristina Di Canio, la proprietaria, ha raccontato che l’idea non è venuta a lei, ma a un cliente che aveva comprato il libro David Golder di Irene Némirovsky lasciandolo volutamente in cassa. Trovando l’idea geniale, la responsabile ha rilanciato l’iniziativa su FB e su Twitter, creando l’hashtag #librosospeso. Il risultato è stato stupefacente: oltre 50 libri passati di mano in mano in appena 6 giorni.

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