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Edoardo Albinati parla del suo rapporto con la scrittura

Lo scrittore Edoardo Albinati ci ha raccontato il suo rapporto con la scrittura e con il carcere in cui insegna da più di vent'anni: "Tendo a andare verso le situazioni estreme perché lì si rivelano delle cose che mi interessa conoscere, dentro cui mi interessa lavorare, sia come persona, sia come scrittore. La letteratura è fatta di contrasti, teatrali, drammaturgici, allora è chiaro che ci devono essere il ricco e il povero messi insieme, per far capire cosa sono la ricchezza e la povertà. Nella galera per esempio è interessante il fatto che io sono un uomo libero, se io fossi detenuto non potrei parlare del carcere come ne parlo, perché sarei chiuso dentro, in tutti i sensi, invece io sono colui che fa la spola".

Edoardo Albinati è nato a Roma, nel 1956.
Ha esordito nel 1988 con una raccolta di racconti, Arabeschi della vita morale.
È autore del romanzo Il polacco lavatore di vetri (1989), da cui è stato tratto il film La ballata del lavavetri di Peter Del Monte. Dal 1994 lavora come insegnante presso il penitenziario di Rebibbia a Roma. Da questa esperienza è nato il libro Maggio selvaggio, 1999 a cui hanno fatto seguito 19 (2000), Sintassi italiana (2001), Il ritorno (2002).
Con il romanzo Svenimenti, ha vinto il Premio Viareggio nel 2004.
Insieme al compositore Fabrizio De Rossi Re ha realizzato una striscia quotidiana di musica e poesia prodotta dalla Rai Radio Tre dal titolo Orti di guerra nel 1996, diventato un libro nel 1997.
Insieme all’attore Filippo Timi ha scritto Tuttalpiù muoio.
Del 2016 è il romanzo La scuola cattolica edito da Rizzoli

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