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Jón Kalman Stefánsson, Storia di Asta

Al centro di Storia di Ásta, il nuovo romanzo di Jón Kalman Stefánsson, pubblicato da Iperborea nella traduzione di Silvia Cosimini, c’è una donna che è stata abbandonata dalla madre a sette mesi e allevata da una balia affettuosa. Per raccontare di Ásta, della sua tragica passione per Joseph conosciuto da ragazza in una fattoria sperduta, della sua gravidanza precoce, della solitudine che la spinge verso uomini che non la interessano, dei suoi studi, del confronto con la madre assente, Stefánsson sceglie diversi piani di narrazione: c’è il padre della protagonista che cade da una scala e nei lunghi istanti prima di morire rivede i momenti felici e meno felici della sua vita, ci sono le lettere che la donna scrive al suo amore perduto, e c’è lo stesso autore che si mette in scena, andando a vivere vicino ad un faro per concentrarsi e restando vittima delle attenzioni del vicino, deciso a sfruttare a scopi turistici questa opportunità (“non è affatto male avere uno scrittore, molto meglio di una vasca idromassaggio e di una pioggia di stelle cadenti! Potrò far pagare almeno il dieci per cento in più grazie alla tua presenza”). Descrive e divaga Stefánsson, parla del mondo che mal governato si sbilancia nella direzione sbagliata, delle cose per cui vale la pena di vivere, il sesso, l’amore, la tenerezza, le notti estive (“Chi non è mai uscito in una notte d’agosto di luna piena, quando le montagne non hanno più niente di terreno, il mare si è trasformato in uno specchio d’argento e le zolle d’erba in cani addormentati – non ha mai vissuto davvero, e bisogna porvi rimedio”).

In occasione di Festivaletteratura a Mantova abbiamo parlato con Jón Kalman Stefánsson di questo libro, dei suoi personaggi, dell'Islanda e della sua natura.

 


 

Jón Kalman Stefánsson è nato a Reykjavík nel 1963. Ex professore e bibliotecario, è passato alla narrativa dopo tre raccolte poetiche. Luce d’estate ed è subito notte ha ricevuto nel 2005 il Premio Islandese per la Letteratura. Paradiso e inferno, primo volume della sua trilogia, è stato definito il miglior romanzo islandese degli ultimi anni.

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