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José Munoz e l`anima dei testi

Albert Camus è nato 100 anni fa, il 7 novembre 1913: Rai Letteratura lo ricorda con le riflessioni di José Muñoz. E, soprattutto, con i suoi disegni per Lo straniero edito da Gallimard Futuropolis.

 

In questa intervista esclusiva José Muñoz racconta il suo rapporto con i testi che scatenano la sua immaginazione e mettono in moto i suoi disegni. Se esiste l’anima negli esseri umani, esiste anche in certi libri. Lo straniero di Camus presenta la figura del capro espiatorio, dell’untore, ma anche del portatore di luce. Secondo Muñoz “bisognerebbe essere capaci di parlare di più perché la storia umana lo meriterebbe, non siamo declinati solo a torturarci e farci del male gli uni agli altri”.

(Nota:  Alla Galerie Martel di Parigi, nel corso del 2012, ha avuto luogo la mostra dedicata ai disegni di José Muñoz per Lo straniero di Albert Camus, edito da Gallimard Futuropolis).

Nato nel 1942 a Buenos Aires, José Muñoz a dodici anni frequenta la Escuela Panamericana de Arte con maestri come Alberto Breccia e Hugo Pratt e segue corsi di scultura e pittura presso l’atelier di Humberto Cerantonio. Esordisce nel fumetto come assistente di Francisco Solano López e illustra storie scritte da Héctor Oesterheld per le riviste “Hora Cero” e “Frontera”. Si mette in luce nel 1963 disegnando la serie poliziesca Precinto 56 su testi di Eugenio Zappietro per la rivista “Misterix”. Nel 1972 parte per l’Europa risiedendo prima a Londra, poi a Barcelona e radicandosi infine in Italia. Nel 1974 incontra lo scrittore argentino Carlos Sampayo, con cui avvia una lunga e fruttuosa collaborazione. Nasce il personaggio di Alack Sinner, detective privato le cui umane avventure, avvolte nel jazz, descrivono miserie e nobiltà di New York. Seguono una lunga serie di personaggi e storie: Nel bar (1981), Sudor Sudaca (1985), Tango e milonga (1985) Sophie (1986), Giochi di luce (1988), Europa in fiamme (1989), Billie Holiday (1991), Il Poeta (1991), Nei bar (2002), Il libro (2004), Carlos Gardel (2009). Nel 1994 disegna, su testi di Jérôme Charyn, Il morso del serpente e Panna Maria. Nel 1995, con Paolo Bertella-Farnetti, realizza La Magolfa, un fumetto a colori e una serie di vignette di satira politica. A partire dal 1999, pubblica una serie di raccolte di testi e disegni in bianco e nero e a colori: Orillas de Buenos Aires (1999), Carnet Argentin (2000), Féminin pluriel (2002), Paris Parenthèses (2004), La pampa y Buenos Aires (2006). Ha realizzato diverse affiches, copertine di libri e riviste, e ha illustrato Pirat di A. Conan Doyle, Les damnés de la Pampa di Manuel Prado, Las fieras cómplices di Horacio Quiroga, El perseguidor di Julio Cortázar, I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur Clarke e altri. Vive e lavora tra Milano e Parigi. I suoi libri sono tradotti in spagnolo, francese, italiano, inglese, finlandese, svedese, norvegese, danese, olandese, greco, portoghese, serbo, tedesco. 

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