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Junot Díaz: i dolori del macho domenicano

Al centro della raccolta di racconti E’ così che la perdi dello scrittore domenicano naturalizzato statunitense, Junot Díaz, c’è il tema dell’infedeltà. Nella storia del suo protagonista, Yunior (già comparso nei due libri precedenti dell’autore Drown e La breve favolosa vita di Oscar Wao) si mescolano elementi autobiografici, misoginia, machismo, tenerezza. Díaz mette in scena gli immigrati di classe operaia del New Jersey e la nostalgia da loro provata per la patria lontana, Santo Domingo. La lingua in cui si esprime, ci spiega la traduttrice Silvia Pareschi, è l’inglese ibrido della comunità latino americana negli Stati Uniti, con molti elementi di spaniglish. Un libro sorprendente che affronta con ironia e disincanto temi forti come i legami familiari, l’amore, la morte.

Junot Diaz è nato a Santo Domingo, si è trasferito negli Stati Uniti all'età di sei anni e si è laureato alla Cornell University di Ithaca, New York. Considerato dal New Yorker tra i venti migliori scrittori del Duemila, attualmente insegna scrittura creativa al MIT. La sua prima raccolta di racconti, Drown (Mondadori 2008), è stata un caso letterario. Con il suo primo romanzo La breve favolosa vita di Oscar Wao (Mondadori 2008) ha vinto il premio Pulitzer.

Silvia Pareschi lavora come traduttrice letteraria da molti anni. Fra gli autori da lei tradotti, oltre a Jonathan Franzen di cui è la traduttrice di riferimento: Cormac McCarthy, Don DeLillo, E. L. Doctorow, Denis Johnson, Amy Hempel, Nathan Englander, Annie Proulx, David Means e T. C. Boyle. Attualmente vive fra l’Italia e San Francisco, dove nel 2011 ha sposato l'artista e scrittore Jonathon Keats, da lei stessa tradotto in italiano.   

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