Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

La cicala dell`ottavo giorno. Maternità, religione e follia secondo Mistuyo Kakuta

Kiwako è una ragazza attraente e severa quando, alla fine degli anni Ottanta, incontra sul posto di lavoro l'ambiguo ma affascinante Takehiro. I due cedono senza remore alla passione e si legano in un rapporto che non risparmia a Kiwako umiliazioni e ferite. Takehiro infatti è sposato e non esita a ricorrere a menzogne, sotterfugi e false promesse. Dopo aver subito un aborto dalle conseguenze irreparabili e aver assistito, sgomenta, alla nascita della bambina di lui, Kiwako compie qualcosa di inimmaginabile: penetra in casa di Takehiro e gli rapisce la figlia. Con la neonata in braccio che le sorride dolcemente, Kiwako riesce a far perdere le proprie tracce e a raggiungere una comune tra le montagne chiamata la "Casa degli angeli", i cui abitanti – tutte donne – vivono nutrendosi dei frutti della terra e condividendo ogni bene.

Molti anni dopo, la bimba rapita, Erina, è una studentessa universitaria che è tornata in seno alla sua famiglia naturale senza mai riuscire adattarsi. Kiwako è in carcere, il suo processo è stato un famoso fatto di cronaca. Erina ne ha cancellato il ricordo, anche se ha letto tutti gli articoli che sono stati pubblicati sulla sua vicenda, e si trova inconsapevolmente a ripetere il modello della sua altra madre, uscendo con un uomo sposato che approfitta di lei.

I capricci del destino e dell’amore materno, la viltà e la grandezza morale, la meschinità e la generosità dell’amore. La cicala dell’ottavo giorno (in Italia per Neri Pozza con la traduzione di Gianluca Coci) è il romanzo in cui Mistuyo Kakuta riesce, con un uso magistrale della prima persona e differenti registri di scrittura, a percorrere le vertiginose altezze e bassezze dell'animo umano.

Romanzo di estrema fortuna in Giappone, da La cicala dell’ottavo giorno è stata tratta una serie tv e un celebre film, Rebirth.

Mitsuyo Kakuta è una delle scrittrici giapponesi contemporanee più prolifiche e conosciute in patria. Nata nel 1967 a Yokohama, si laurea all'Università Waseda specializzandosi in letteratura. Esordisce durante il periodo degli studi universitari scrivendo e pubblicando romanzi per adolescenti con lo pseudonimo di Anzu Saikawa (pratica questa non rara in Giappone, molti autori utilizzano degli pseudonimi che con il tempo possono anche cambiare) e vincendo nel 1988 l'undicesima edizione del Gran premio Cobalt per la letteratura giovanile. A ventitré anni, nel 1990, il debutto ufficiale con il romanzo Kōfukuna yūgi (Un allegro passatempo), firmato proprio nome, per il quale viene insignita del premio Kaien per scrittori esordienti. Da allora si dedica a tempo pieno alla scrittura elaborando uno stile sempre molto attento alle tematiche psicologiche. Ha vinto importanti riconoscimenti letterari, fra cui il prestigioso premio Naoki nel 2005 per il romanzo Taigan no kanojo (La donna sull’altra sponda). E' autrice di Taigan no kanojo (Woman on the Other Shore), vincitore del Naoki Prize, e di Kami no tsuki (Paper Moon), Premio Shibata Renzaburo  e omonimo film di successo del 2012. La cicala dell’ottavo giorno è stato insignito del Premio Chuo Koron.

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo