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La guerra lampo di Giuseppe Rizzo in Sicilia

Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, tre trentenni senza grazia di Dio, funzionano così: non sopportano le minchiate. Le minchiate e i pidocchi. E Lortica, il piccolo paese siciliano dove sono cresciuti e da cui sono andati via per inseguire studi lavori e amori, a Roma Berlino e Praga, ne è infestata. Il sindaco racconta minchiate, ma anche il comandante dei carabinieri, persino un ministro della Repubblica. Alla minchiata più grossa, una menzogna sui fratelli Bonanno, che a Lortica volevano aprire un negozio di fiori e per questo sono stati ammazzati dai pidocchi, i tre amici decidono di tornare in paese con un piano: istituire una squadra di sabotatori delle minchiate e mettere tutto a soqquadro assieme all'aiuto di Mario detto Mario, quarantenne scorbutico e idealista.

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia (Feltrinelli) è il romanzo di Giuseppe Rizzo in cui, tra discoteche scalcagnate, musica elettronica rock e tarantelle, pupi cannoli e templi greci, il mare d'agosto e le campagne riarse, Montalbano e Il Gattopardo, attentati all'ordine pubblico e scazzottate indimenticabili, il giovane autore sicilano riesce a far esplodere molti luoghi comuni sull'isola e sull'Italia.

Giuseppe Rizzo è nato ad Agrigento nel 1983. Vive e lavora a Roma. "Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia" è il suo secondo romanzo. Il primo è "L'invenzione di Palermo" (Perrone Editore).

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