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La poesia di Camillo Sbarbaro

"È proprio questa presenza della natura come consolazione, come riempimento del vuoto e anche degli affetti familiari, che lo rende un poeta diverso, nel Novecento". Camillo Sbarbaro fu un grande poeta pascoliano della Natura, ma anche un "reietto" del ‘900 perché voce fuori dal coro degli artisti e degli intellettuali che preferivano celebrare l’angoscia esistenziale, la mancanza di senso nel vivere, il nulla come orizzonte ultimo. Uno dei maggiori poeti contemporanei, Claudio Damiani, rintraccia per Cult Book nei versi di Camillo Sbarbaro, peraltro ispirati anche dalla miseria degli emarginati delle grandi città, lo stupore e la consolazione che si celano nel mistero della vita e che sembrano orientare lo sguardo e la parola poetica. 

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