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Luciano Funetta - Il grido

Il grido (Chiarelettere) è il secondo romanzo di Luciano Funetta, già finalista premio Strega 2016 con il suo apprezzato esordio Dalle rovine (Tunué).

 

«Funetta dà forma a una narrazione limpidamente minacciosa dove tutto procede verso una babele originaria:
quel punto di non ritorno che a volte è l’oggetto più autentico del desiderio letterario» Giorgio Vasta

 

In questa intervista Funetta ci ha parlato della genesi del libro e dell'esperienza di scrivere su commissione: Michele Vaccari di Chiarelettere, direttore della serie distopica Altrove, gli ha infatti proposto di scrivere un romanzo di fantascienza. Funetta ci ha poi parlato del grido del titolo, la presenza misteriosa che incombe sulla protagonista Lena fin da quando era bambina; dei tre principali piani di realtà del romanzo e del loro ruolo nella storia: il piano principale in cui si svolge la narrazione, che Funetta chiama “realismo ubriaco”, la realtà virtuale istituzionale come per esempio i cimiteri digitali, e il cosiddetto oblio dei viaggi lisergici del gruppu che si incontra all'orto botanico. Infine abbiamo parlato dei moltissimi riferimenti, rimandi, citazioni presenti nel libro e legate al cinema, alla letteratura, alla musica classica, al genere fantascientifico e a grandissimi autori come Fassbinder o Tarkovskij, incastonate nel libro in modo perfettamente fluido e mimetizzato.

 

La trama dalla scheda dell'editore - Lena Morse è impiegata in una ditta di pulizie. Giorno e notte percorre la grande città in cui il trasporto pubblico ha smesso di funzionare da anni, i defunti vengono seppelliti su internet, la segregazione sociale ha raggiunto conseguenze estreme. Cresciuta senza l’affetto di una famiglia, Lena diventa donna in un microcosmo di alienati, ultimi reduci del lavoro manuale, bambini fantasma, individui sadici e apparizioni che popolano le sue giornate al limite della sopravvivenza. Uno strano amore, l’inquietudine dell’esistenza, la speranza di un futuro spingono Lena a cercare risposte non più su chi è stata ma su chi diventerà, mentre il mistero di un richiamo bestiale, e da sempre innominato, sembra perseguitarla, forse per ucciderla, forse per rivelarle chi è. Ambientato nei bassifondi di una metropolis straniante e vivida, “Il grido” presta la voce a quelli che sono i nostri incubi e alle nostre paure. Funetta ci rivela quello che siamo proiettandoci in un futuro che ha già molto del nostro presente.

 

Luciano Funetta ha vissuto a Bologna e attualmente vive a Roma. Lavora in una libreria. Fa parte del collettivo di scrittori TerraNullius. Ha pubblicato racconti su Watt, Granta Italia, Costola e altre riviste. Il suo romanzo d’esordio, Dalle rovine (Tunué), finalista al premio Strega 2016.

 

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