Margherita Hack: gustavo la libertà...

Vogliamo ricordarla così.
Una bicicletta per assaporare la libertà?
Questo è lo sguardo di Margherita Hack, che proprio all'amore per le due ruote ha dedicato il suo ultimo libro, La mia vita in bicicletta, e che lo ha condiviso con noi in questa intervista inedita. Con un piglio ironico tutto toscano, impermeabile agli anni nella freschezza dei ricordi, la Hack rievoca gli anni della sua infanzia e dell'adolescenza tratteggiando il ritmo di una vita trascorsa orgogliosamente in sella, dal triciclo alla bici da corsa.

Dall'infanzia all'adolescenza, dalla ricerca del "segreto dell'equiibrio" fino alla prima bicicletta da non dover più chiedere in prestito, una sottomarca della Bianchi ricevuta dal padre come regalo per l'inizio del liceo. Dal tifo per i grandi campioni del passato (ma non pensate subito a Coppi e Bartali: nei ricordi di Margherita rivive invece soprattutto la rivalità fra Binda e Guerra) alle gite interminabili lungo le dolci colline natie, quando le due ruote erano il mezzo con cui divorare i chilometri e scoprire per la prima volta la sensazione di una perfetta libertà.  E ancora, gli anni dell'Università a Firenze sotto il Fascismo, e poi quelli della maturità personale e professionale, del lavoro, dell'impegno, dei riconoscimenti.

Margherita Hack sembra aver percorso gli anni della sua vita con la stessa, serena energia con cui ha sempre inseguito a cavallo di una bici orizzonti sempre nuovi, in una quotidianità determinata e gentile che si è accompagnata ad altre scelte di vita che deciso di abbracciare e di cui ci spiega lo spirito e le motivazioni. Fra queste, anche quella del vegetarianesimo, che la accompagna dalla nascita e cui ha dedicato il libro-manifesto Perché sono vegetariana.


Eppure, nonostante non abbia mai mangiato carne, la professoressa Hack non sembra difettare né di energia, né di vigore. E, a ottant'anni suonati, ci ha confidato che poco prima di questo incontro ha percorso in giornata i cento chilometri necessari per andare e tornare da Trieste a Grado.  Naturalmente, in bicicletta.

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