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Marta Palazzesi: una storia di confine

Un bambino di otto anni, Carlo, che vive in una fattoria sopra Varese con il padre e la madre. Un altro bambino di dodici, Michele, che è scappato da Milano per sottrarsi alle persecuzioni razziali e, da quando i genitori sono stati catturati, sta nascosto in una buca tra fame e freddo. Carlo incontra Michele ed è colpito dal suo sguardo disperato che gli ricorda quello di una volpe inseguita. Deciso ad aiutare il nuovo amico a raggiungere la Svizzera, Carlo cerca di capire qual è il sentiero giusto. Non si fida degli adulti e fa bene (suo padre è uno di quelli che denuncia gli ebrei per appropriarsi dei loro averi). In Svizzera la cioccolata è più buona di Marta Palazzesi (Einaudi Ragazzi) , sottotitolo Una storia di amicizia nell’Italia della Shoah, affronta con un linguaggio diretto e incisivo il tema delle scelte: stare dalla parte giusta ed esporsi a gravi rischi o voltare le spalle e salvaguardare la propria sicurezza?

Questa la conclusione del libro:

“Carlo era solo un bambino di otto anni e molte cose gli sarebbero rimaste oscure per lungo tempo. Forse le avrebbe capito da adulto, o forse non le avrebbe capite mai, perché ci sono fatti che non meritano la fatica di una spiegazione. Sono sbagliate e basta. Una certezza l’aveva, però: sul confine succedevano delle cose. Cose che dividevano le persone in due categorie, chi stava dalla parte del bene e chi stava dalla parte del male. E lui, Carlo, se ne sarebbe ricordato per tutta la vita, e avrebbe sempre fatto in modo di non smettere mai di vedere quel confine”.

Con Marta Palazzesi abbiamo parlato della fuga in Svizzera di molti ebrei nei primi anni quaranta, del tema dell’avventura, dei personaggi del libro e della reazione dei bambini di fronte a questa lettura.

Marta Palazzesi è nata nel 1984, vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in architettura ha iniziato a collaborare con case editrici e agenzie letterarie come scrittrice, traduttrice e consulente. Ha esordito per Giunti nel 2013 con Il bacio della morte e Il sogno dell'incubo. Nel 2015 Lapis ha pubblicato la sua traduzione del libro di Diego Arboleda Rodriguez, Vietato leggere Lewis Carroll

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